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Il posto dove abitava il profugo siriano, perquisito dalla polizia bavarese.

Keystone/AP/MATTHIAS SCHRADER

(sda-ats)

Secondo informazioni della tv Ntv, nessuno dei 3 feriti gravi dell'attentato di ieri sera ad Ansbach è in pericolo di morte.

Secondo testimoni oculari, riportati da Bild, l'attentatore, un 27enne profugo siriano, ha provato a entrare nell'area del concerto ma è stato respinto perché non aveva il biglietto. A quel punto ha fatto esplodere la bomba contenuta nello zainetto, che ha ferito 12 persone e provocato la morte del giovane siriano.

Secondo la Bild, l'attentatore di avrebbe avuto un colloquio telefonico con il cellulare prima di far esplodere la bomba. Gli investigatori starebbero indagando per capire con chi abbia parlato, se avesse avuto da qualcuno l'incarico di compiere l'attentato e se fosse in collegamento con uno o più complici.

La polizia ha intanto sequestrato oggetti personali appartenenti all'attentatore, dopo una perquisizione nell'edificio in cui abitava. L'edificio è quello dell'ex Hotel Christl, nella Richard Wagner Strasse: poco più di una pensione a una stella, fuori servizio dal 2010 e adibita dal 2014 a centro di accoglienza per rifugiati, con una trentina di posti a disposizione.

Alla tv pubblica bavarese BR il direttore dell'ufficio sociale della cittadina, Reinhold Eschenbacher, sulla base delle informazioni fornite dai suoi collaboratori, ha descritto il giovane siriano come "un tipo che non dava nell'occhio, gentile e cordiale".

Alla polizia il profugo siriano era noto per piccoli delitti, alcuni legati alla droga. Era stato ricoverato in un ospedale psichiatrico e aveva tentato due volte il suicidio.

sda-ats

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