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Il premier Shinzo Abe

KEYSTONE/AP POOL/PAVEL GOLOVKIN

(sda-ats)

L'economia giapponese cresce oltre le previsioni nel primo trimestre del 2016, grazie alla ripresa dei consumi e il miglioramento dell'export.

Gli investimenti delle aziende, tuttavia, segnano una riduzione dell'1,4%, evidenziando le complessità per la terza economia mondiale dell'abbandono del ciclo alternato di contrazione ed espansione che ha caratterizzato il Paese negli ultimi due decenni.

Nel periodo gennaio-marzo il Pil è cresciuto dello 0,4% rispetto alle stime di un +0,1%, allontanando così il rischio recessione tecnica dopo il declino del precedente trimestre, e ponendo di fatto il premier Shinzo Abe davanti a un rebus circa la tempistica di un aumento della tassa dei consumi previsto il prossimo anno.

I media locali adesso speculano sulla possibilità che il governo sarà costretto a rimandare per la seconda volta l'innalzamento della tassa sui consumi, dall'8 al 10% nell'aprile 2017 per non sabotare il rilancio delle spese. L'ultimo incremento avvenuto nel 2014 ha fatto precipitare il paese nella recessione per due trimestri di fila l'anno successivo.

I consumi - che contribuiscono al 60% del Pil - hanno segnato una ripresa dello 0,5%, superiore alle stime degli analisti; il loro progresso a questo punto è sempre più decisivo per l'uscita dalla deflazione che attanaglia da quasi un ventennio il Paese. L'espansione della domanda di merci giapponesi - pari allo 0,6% - è l'altro fattore che ha contribuito all'incremento del Pil.

Export che tuttavia potrebbe risentire dell'apprezzamento della valuta.

Da quando a fine gennaio la Banca centrale (Boj) ha adottato la politica dei tassi negativi lo yen si è rivalutato del 9% sul dollaro, impattando in primo luogo sui profitti delle aziende nipponiche che più dipendono dalla sostenibilità dell'export. La scorsa settimana la Toyota ha reso noto che gli utili annuali potrebbero mostrare una flessione per la prima volta in 5 anni a causa della volatilità sui cambi.

Oltre alle variabili economiche, la decisione di Abe sarà influenzata dalle imminenti scadenze politiche. Secondo gli osservatori, le elezioni di questa estate per il rinnovo della Camera alta del Parlamento non lasceranno scelta all'attuale esecutivo se non quella di un effettivo rinvio dell'aumento dell'Iva. Nella stessa direzione va interpretata la delibera della Banca del Giappone all'ultima riunione del comitato centrale di fine aprile.

La decisione di lasciare l'attuale politica monetaria invariata - malgrado il fallimento dell'obiettivo di una graduale crescita dei prezzi al consumo, dimostra i limiti dell'arsenale a disposizione del governatore Haruhiko Kuroda. La scelta dei tempi, a ridosso della tornata elettorale, diventerebbe a questo punto cruciale per la sopravvivenza stessa dell'esecutivo e il progressivo allontanamento dallo stato di convalescenza dell'economia nipponica.

sda-ats

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