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Alberto Nessi (a destra) saluta lo scrittore svizzero Franz Hohler alla 38esima edizione delle Giornate letterarie di Soletta

/KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Le Giornate letterarie di Soletta hanno chiuso oggi i battenti confermando il record di affluenza delle due passate edizioni: 15'000 appassionati in tre giorni malgrado la meteo splendida del lungo fine settimana dell'Ascensione.

La 38esima edizione delle Giornate si è data come tema il confine tra letteratura e giornalismo, tra finzione e autobiografia. Nella tre giorni si sono alternate letture, dibattiti e atelier di discussioni con circa 60 autori, tra cui ticinesi e grigionesi.

La rassegna quest'anno ha avuto come teatro l'intero centro storico e la riva del fiume Aare. L'immediata vicinanza delle varie sedi in cui si sono svolte le manifestazioni e le dimensioni ridotte della città di Soletta hanno favorito lo scambio di idee e gli incontri informali.

Gli autori hanno presentato le loro ultime pubblicazioni, dominate anche stavolta dalle opere in tedesco di scrittori quali Lukas Bärfuss, Adolf Muschg, Nora Gomringer e Charles Lewinsky. Voce in capitolo hanno avuto anche opere letterarie in italiano, francese, inglese, norvegese, russo e spagnolo. Non è mancata la letteratura per ragazzi, la poesia così come le traduzioni e le opere prime.

Un omaggio è andato al ticinese Alberto Nessi, a cui è stato attribuito il Gran premio del libro 2016. Tra le presenze "italofone" da segnalare la traduttrice locarnese Maurizia Balmelli, la luganese Virginia Helbing, il giornalista Carlo Silini, l'italiano di Zurigo Gianfranco D'Anna, la bernese che vive a Bellinzona Barbara Sauser e Fabio Contestabile di Maroggia. Presenti pure autori ed autrici grigionesi: Mevina Puorger Pestalozzi, Sabrina Bundi, Michel Decurtins e Mathias Durisch.

sda-ats

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