Tutte le notizie in breve

La metà degli artisti in Svizzera vive in condizioni precarie e la situazione non migliora una volta in pensione (foto simbolica d'archivio).

Keystone/LISA MAIRE

(sda-ats)

La metà degli artisti in Svizzera vive in condizioni precarie e la situazione non migliora una volta in pensione.

È quanto emerge da uno studio secondo cui lo stipendio medio ammonta a 40'000 franchi all'anno, compresi gli introiti provenienti da attività non culturali.

Rispetto ad un'inchiesta simile svolta dieci anni fa, la situazione non sembra essere migliorata molto, si legge in un comunicato odierno dell'organizzazione Suisseculture. La parte di proventi scaturiti dalle attività artistiche è diminuita rispetto al 2006 mentre, in proporzione, il tempo dedicato al lavoro di questo tipo è aumentato.

L'analisi delle 2422 risposte pervenute per il nuovo sondaggio dimostra ancora una volta le lacune esistenti nell'ambito della protezione sociale degli artisti: l'assenza di una previdenza vecchiaia e stipendi bassi, viene specificato.

L'attività lucrativa principale del 70% degli uomini è la creazione artistica, ma solo il 52% ottiene un guadagno che viene considerato dalla Legge federale sulla previdenza professionale (LPP). Per quanto riguarda le donne, tale rapporto tra attività principale e guadagno è del 62% a 43%.

Lo studio dimostra inoltre che solo il 36% delle donne e il 41% degli uomini dispone di un secondo pilastro sia per gli introiti del lavoro artistico che per il resto delle entrate. I dati sono leggermente migliori per ciò che concerne la previdenza privata. Nel complesso, il 49% dei partecipanti al sondaggio dichiara di avere un terzo pilastro 3a. Quasi la metà potrà quindi contare solo sull'AVS una volta raggiunti i 65 anni.

Suisseculture chiede alle autorità federali e cantonali un occhio di riguardo per le persone che lavorano nel campo artistico.

sda-ats

 Tutte le notizie in breve