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Tempi lontani, ma non così tanto

(sda-ats)

Fin dalla preistoria l'Europa è stata attraversata da grandi ondate migratorie, causate dal clima. È successo nel corso dell'ultima era glaciale, con l'avanzare e il ritirarsi dei ghiacciai. Lo rileva uno studio.

Il fenomeno spinse le prime popolazioni di homo Sapiens ad abbandonare i territori più settentrionali a favore di quelli meridionali, per tornare verso Nord in seguito, quando il clima divenne più mite. La mappa di queste antiche migrazioni è stata ricostruita dal gruppo di David Reich, dell'Harvard Medical School, sulla rivista Nature.

Un risultato possibile grazie al ritrovamento e l'analisi del DNA di 51 individui delle popolazioni di cacciatori-raccoglitori vissute nell'Eurasia tra 45'000 e 7000 anni anni fa, e anche dell'Uomo del Villabruna, rinvenuto sulle Alpi nel 1988 e studiato dall'università di Ferrara.

Circa 45'000 anni fa, nell'ultima Era glaciale, l'uomo moderno iniziò ad arrivare in Europa causando la progressiva fine dei Neanderthal, rimase nella parte più settentrionale fino a quando le temperature raggiunsero il picco di freddo tra 25'000 e 19'000 anni fa, per spostarsi più a Sud.

Lo studio ha mostrato l'esistenza di due popolazioni che hanno parzialmente contribuito a disegnare il DNA degli attuali europei, una delle quali è poi ricomparsa alla fine della Glaciazione.

I ricercatori hanno visto che la quantità del DNA neandertaliano presente nel genoma moderno è diminuita progressivamente nel corso del tempo, passando dal 3-6% al 2% attuale, per via della selezione naturale che ha permesso di eliminarne le mutazioni genetiche svantaggiose.

Successivamente, circa 14'000 anni fa, ci fu un'altra grande ondata migratoria di provenienza sud-orientale, diffusasi rapidamente in Europa, plasmando il DNA degli europei per oltre 6000 anni, fino alla Rivoluzione Neolitica 8000-7500 anni fa.

sda-ats

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