Tutte le notizie in breve

Il Fondo monetario internazionale va in affondo sulla Grecia, con un'offensiva drastica sulla ristrutturazione del debito che arriva come una doccia fredda sui partner europei creditori a pochi giorni dal summit della prossima settimana.

"È un momento cruciale per l'economia greca" e una riduzione relativa al debito sbloccherebbe "molte risorse per la crescita", ha detto il premier ellenico Alexis Tsipras oggi a Salonicco mentre la Grecia è ancora in piena recessione e deflazione.

Gli auspici di Tsipras guardano al consiglio dei ministri finanziari dell'Eurozona e al vertice dei leader europei del 24 maggio da quale ci si aspetta il via libera alla prima verifica di come Atene sta attuando il risanamento concordato la scorsa estate dopo un faticosissimo negoziato che ha portato al terzo salvataggio.

Passare l'esame della 'review' è fondamentale perché Atene possa ricevere la prossima tranche di aiuti entro giugno, indispensabile per pagare stipendi e pensioni. Il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem fa sapere che la tranche sarà probabilmente superiore a 5 miliardi di euro, ma ricorda anche come sia importante che il Fondo monetario internazionale resti coinvolto nel programma per la Grecia e partecipi anche finanziariamente, mentre sulla questione del debito greco si sta lavorando a livello tecnico e ora serve un accordo politico.

Tutti vorrebbero evitare una nuova estate sul filo del baratro. La scorsa settimana l'Eurogruppo ha trovato l'accordo su nuova austerity per 3,6 miliardi di euro, nel weekend il Parlamento greco voterà su alcune misure, la politica è al lavoro sulle 'clausole di salvaguardià chieste dai creditori (cioè gli altri Paesi europei).

Ma sul 24 maggio, data in cui Tsipras ha prefigurato una "svolta", c'è una nube scurissima rappresentata dal debito che viaggia verso dal 200% del Pil. Christine Lagarde, numero uno del Fmi lo giudica "altamente insostenibile".

E il Fmi scopre le sue carte sulle pagine del Wall Street Journal: per tornare al tavolo (da cui si è allontanato non firmando il programma della scorsa estate) serve una moratoria fino al 2040 del debito di Atene verso i Paesi europei creditori. Niente interessi, niente rimborsi del capitale, che vengono spalmati fino al 2080. Una proposta drastica, che quasi sicuramente andrà indigesta non solo alla Germania ma anche ad altri partner, a partire da Francia e Italia.

"Si avvicina a un taglio del debito", avverte l'economista della London School of Economics Paul De Grauwe, anche se la carta calata dal Fmi potrebbe essere una mossa tattica in vista di un compromesso. A Bruxelles si fa buon viso a cattivo gioco mentre il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem mette le mani avanti: la Grecia ha già un debito spostato sul lungo termine con tassi d'interesse bassi.

Ma le indiscrezioni rivelano che l'obiettivo dei ministri delle Finanze è chiudere una bozza di accordo sulla Grecia al termine della riunione dell'Euro working group di lunedì, alla vigilia dell'Eurogruppo. Funzionari Ue assicurano che un accordo sul meccanismo di contingenza è vicino, ma definiscono difficile un'intesa tra Eurozona e Fmi anche se non impossibile da raggiungere.

Se Fmi e creditori troveranno il compromesso, magari basato su una formulazione sufficientemente vaga da accontentare le parti, l'estate rovente è scongiurata. Ma il Fmi sa bene di avere buone carte da giocare: al Bundestag, che sarà chiamato a esprimersi da Angela Merkel, la sua proposta è irricevibile, specie di fronte alle elezioni del prossimo anno. Ma quello stesso Bundestag ha finora avallato le richieste della cancelliera solo a patto che il Fmi restasse della partita.

Washington teme vada a finire come le volte scorse, quando si è ritrovata impantanata in un programma di salvataggio destinato a fallire fin dalle premesse. Ed è tentata dal lasciare l'Europa di fronte alle sue responsabilità, magari continuando a fare da semplice 'consulentè. Ma la prima vittima di un 'accordicchiò sarebbe proprio la Grecia.

sda-ats

 Tutte le notizie in breve