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C'è tutto il carattere dei Grigioni

KEYSTONE/ARNO BALZARINI

(sda-ats)

Il tribunale amministrativo dei Grigioni ha annullato una decisione del Gran Consiglio, che nell'aprile dello scorso anno aveva invalidato un'iniziativa popolare con la quale si chiedeva l'insegnamento a livello primario di una sola lingua straniera invece di due.

L'iniziativa, secondo il parlamento, era contraria al diritto federale e alla costituzione cantonale, ma i giudici - chiamati in causa dai promotori - sono giunti a una conclusione diversa: hanno infatti stabilito che l'iniziativa può essere attuata, non costituendo una palese violazione del diritto superiore. I Grigioni, in caso di accettazione, si allontanerebbero certamente dal compromesso svizzero in materia linguistica, che dal punto di vista giuridico non è però vincolante.

Il tribunale amministrativo ha insistito sul fatto che l'iniziativa riguarda unicamente l'insegnamento delle lingue straniere nelle scuole elementari senza restrizioni a livello secondario, per cui gli allievi alla fine della scuola obbligatoria avrebbero comunque la possibilità di acquisire le competenze linguistiche richieste dal diritto federale.

In secondo luogo, secondo il tribunale, l'iniziativa non esclude l'insegnamento nelle scuole primarie di una seconda lingua su base volontaria, in modo da evitare discriminazioni ai danni delle minoranze.

La sentenza pubblicata oggi può essere impugnata presso il Tribunale federale, ma governo e parlamento rinunceranno a presentare ricorso, ha annunciato il consigliere di Stato Martin Jäger (PS), responsabile del dipartimento dell'educazione, in attesa che la decisione entri in vigore. A quel punto il governo presenterà al Gran Consiglio un messaggio in materia: nello scorso anno l'esecutivo, sulla base di una perizia, si era limitato a motivare l'invalidità della proposta.

sda-ats

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