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Il piano del presidente Barack Obama di chiudere il carcere di Guantanamo trova opposizione all'interno della sua stessa amministrazione (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP ap/BEN FOX

(sda-ats)

Il piano del presidente Barack Obama di chiudere il carcere di Guantanamo trova opposizione all'interno della sua stessa amministrazione.

Questa volta a fare muro è il ministro della Giustizia, Loretta Lynch, che si oppone alla proposta di processare i detenuti in videoconferenza da altri Paesi: "È una violazione delle procedure di giustizia penale", ha sottolineato.

Se la proposta diventerà legge consentirà ai detenuti che si sono dichiarati colpevoli di scontare la pena in una prigione di un Paese terzo, senza mettere piede negli Stati Uniti. Uno stratagemma che consentirebbe quindi di bypassare il bando del Congresso al trasferimento di prigionieri verso gli Stati Uniti per essere processati.

L'opposizione del Congresso è l'ostacolo maggiore alla chiusura del carcere di massima sicurezza sull'isola di Cuba che ospita ancora 80 detenuti. Molti di questi si trovano in una situazione da "limbo", senza che siano mai stati trovati legami con gruppi terroristici.

Il presidente Obama ha promesso di chiudere la struttura entro la fine del suo mandato, per il quale mancano sette mesi, ma il traguardo sembra allontanarsi sempre di più.

sda-ats

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