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Edward Snowden in una video intervista (archivio)

KEYSTONE/EPA SCANPIX DENMARK/MATHIAS LOEVGREEN BOJESEN

(sda-ats)

"È stato incredibilmente rischioso per tutti coloro che hanno partecipato". Così Edward Snowden, in un'intervista all'Handelsblatt, ha confermato l'aiuto ricevuto da una famiglia di profughi nelle due settimane di permanenza a Hong Kong, prima della sua fuga a Mosca.

"Nonostante non avessero nulla, hanno rischiato tutto per fare la cosa giusta", ha detto Snowden, aggiungendo che "tutto quello che credevo di sapere su coraggio e valore era niente rispetto a quanto ho vissuto a Hong Kong".

Fu il suo avvocato, Robert Tibbo, a procurargli il rifugio presso una famiglia di richiedenti asilo a Hong Kong. "Un'idea brillante", ha riconosciuto Snowden, "senza il suo aiuto non sarei probabilmente uscito da Hong Kong".

Needeka, suo marito Supun e la piccola figlia Sethumdi, questi i nomi della famiglia di richiedenti asilo originaria dello Sri Lanka, hanno nascosto nel loro alloggio di due stanze, in un quartiere degradato di Hong Kong, il più famoso ricercato del mondo per due settimane, dopo le sue rivelazioni sui programmi di sorveglianza di massa della Nsa e prima della sua fuga a Mosca.

"Ero a disagio per quello che la famiglia di profughi doveva fare a causa mia", ha ricordato Snowden, "mi cucinavano cose diverse rispetto a quelle che mangiavano loro" e ha riconosciuto che la sua storia sarebbe potuta essere "assai più spiacevole" se quella famiglia "non fosse esistita".

Poi l'addio e la fuga che lo avrebbe condotto a Mosca. "È stato come perdere una famiglia, è stata dura ma io sapevo che quanto più mi fossi allontanato da loro, tanto più sarebbero stati al sicuro", ha detto Snowden.

sda-ats

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