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Un'immagine mostra una nave portacontainer della Hanjin, il gigante sudcoreano dello shipping (foto d'archivio).

Keystone/EPA FILE/MAURITZ ANTIN

(sda-ats)

Una flotta di 85 navi portacontainer della Hanjin, il gigante sudcoreano dello shipping, è bloccata nei mari di mezzo mondo dopo che nessun porto le fa attraccare in seguito al fallimento della società.

Il timore è che Hanjin non abbia i soldi per pagare le tasse portuali e che il carico dei mercantili coinvolti nella vicenda una volta giunto nei porti possa essere sequestrato dai creditori creando disagi alle operazioni portuali, riferisce Bloomberg.

Un paio di mercantili sono bloccate fuori dal porto di Long Beach, in California, con a bordo merce della Samsung per un valore di 38 milioni di dollari.

"I nostri mercantili sono diventati navi fantasma. Ormai su quelle navi in mezzo al mare scarseggiano acqua e viveri", ha dichiarato il sindacato che rappresenta i lavoratori di Hanjin shipping.

Ieri il gruppo Hanjin ha detto che garantirà un'iniezione di liquidità di 100 miliardi di won (90 milioni di dollari) per arginare l'emergenza. A questo importo il governo ha aggiunto un prestito di altri 100 miliardi di won a lungo termine e a tassi bassi. Ma il ministero della marina di Seul stima che Hanjin Shipping abbia bisogno di oltre 600 miliardi di won solo per coprire i costi del carburante. Complessivamente i debiti della società ammontano a 6'100 miliardi di won (5,5 miliardi di dollari).

Le difficoltà di Hanjin Shipping riflettono quella dell'intero settore dei portacontainer, affossato dalla grande crisi finanziaria. Da fine 2015 il comparto opera in perdita e per quest'anno è previsto un rosso da 5 miliardi di dollari.

sda-ats

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