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Una sconfitta dopo l'altra, record negativi di popolarità, la Francia in piazza contro le sue riforme: Francois Hollande, mentre tutto sembra allontanare l'ipotesi di una sua ricandidatura nel 2017 all'Eliseo, fa sapere di crederci ancora.

E di essere "pronto a rispondere colpo su colpo" ai suoi nemici. L'entourage del presidente, citato oggi da BFM-TV, si mostra sempre più pessimista, ma per il capo dello stato non tutto è perduto: "tengo duro", avrebbe fatto trapelare ai fedelissimi. Citato da fonti dell'Eliseo per la tv, Hollande avrebbe detto di non voler "ignorare i sondaggi", aggiungendo poi però: "ho conosciuto situazioni simili nella mia vita politica. So quali tappe bisogna superare, sono pronto a restituire colpo su colpo, ma non siamo ancora nel pieno della battaglia".

Dopo il clamoroso dietrofront sulla revisione costituzionale per inserire la revoca della nazionalità nella costituzione, Hollande si è trovato di fronte ieri ad almeno 400.000 francesi in piazza contro il progetto di riforma del lavoro del suo governo. Il tutto in una nuova giornata di scioperi nei trasporti, nella scuola, nei servizi per protestare contro il "Jobs act" alla francese che dall'inizio di maggio sarà in discussione in parlamento. I sondaggi danno il presidente ai minimi storici, attorno al 18% di popolarità. E nella gauche si parla sempre più insistentemente di primarie per scegliere il candidato e non più dell'automatismo del presidente uscente che si ripresenta in corsa.

Per il momento, i due potenziali concorrenti di Hollande - il primo ministro Manuel Valls e il ministro dell'Economia Emmanuel Macron - hanno pubblicamente sostenuto il presidente.

sda-ats

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