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Come uscire dalla difficile posizione?

KEYSTONE/EPA AFP POOL/BERTRAND GUAY / POOL

(sda-ats)

"Hollande sì, Hollande no?": la questione non è sapere se il presidente uscente della Francia si candiderà o meno alla sua successione nella corsa all'Eliseo del 2017 su cui sembrano non esserci più dubbi. Ma se farlo passando per le primarie della sinistra.

Perché a prendere forma negli ultimi tempi è anche un'altra possibilità. Vale a dire che il presidente più impopolare della storia della Quinta Repubblica potrebbe proporsi come candidato senza passare per quel voto interno, in gennaio, che lui stesso contribuì a delineare insieme al segretario socialista Jean-Christophe Cambadélis.

Secondo numerosi media l'entourage di Hollande starebbe spingendo per questa ipotesi, alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno visto il primo ministro Manuel Valls entrare in un conflitto sotterraneo con Hollande e che ha lasciato intendere di essere pronto per un'eventuale candidatura contro il suo stesso mentore. Per iscriversi alle primarie della gauche c'è tempo fino al 15 dicembre. Ma Hollande potrebbe scegliere di dichiarare prima le sue intenzioni.

L'ex ministro e candidato al voto interno, Arnaud Montebourg, lancia un duro avvertimento a Hollande: rifiutare un processo che lui stesso ha accettato solo perché non ha la certezza vincere sarebbe qualcosa da cui non si rialzerà mai". Sarebbe il colpo di grazia al Partito socialista.

Intanto, secondo l'Obs, per riconquistare i francesi, Hollande starebbe riflettendo sull'introduzione nel suo programma del cosiddetto "patrimonio universale". In pratica, si tratterebbe di una sorta di "prestito garantito" alla nascita per tutti i francesi per lottare contro le disuguaglianze.

sda-ats

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