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Un'immagine dei lavori al portale sud della galleria del Belchen (SO/BL) .

Keystone/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) sfrutta i lavori per la terza canna della galleria del Belchen (SO/BL) per analizzare gli strati di argilla opalina. Il materiale potrebbe infatti risultare ideale per un deposito di scorie nucleari.

I lavori per il tunnel sull'autostrada A2 sono cominciati lo scorso febbraio e avranno un costo di circa 500 milioni di franchi. Per la realizzazione della terza canna viene utilizzata la fresa meccanica più imponente in Svizzera, con una lunghezza di 75 metri, un peso di duemila tonnellate e una testa foratrice dal diametro di quasi quattordici metri.

L'IFSN, in collaborazione con il Politecnico federale di Zurigo (ETH), ha colto la palla al balzo per effettuare parallelamente uno studio dell'argilla opalina dal costo di 175'000 franchi. Nel nord della Svizzera, dove è prevista la realizzazione di un deposito, è infatti presente uno strato spesso 110 metri di questo materiale, che ha preso forma circa 175 milioni di anni fa, quando nella zona c'era un mare.

sda-ats

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