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Le ragazze rapite dal movimento Boko Haram

KEYSTONE/AP Militant Video via Site Institute

(sda-ats)

Ennesimo atto oggi della tragedia che vede protagoniste, da due anni e cinque mesi 218 giovani donne nigeriane rapite dal gruppo islamista di Boko Aram nell'aprile 2014 dalla loro scuola di Chibook, nell'estremo nord est della Nigeria.

Un video postato su Twitter ritrae una cinquantina di loro, con il capo coperto dal velo, guidate da uno dei combattenti, che chiede drammaticamente alle autorità del loro paese uno scambio tra la libertà di tutte loro e quella di membri della formazione imprigionati nelle carceri statali.

"Non abbiamo acqua, non abbiamo cibo, noi soffriamo molto, i nostri bambini soffrono - dice una delle giovani - alcune di noi sono morte nei bombardamenti dell'aviazione sui campi di Boko Aram, 40 di noi sono state maritate a militanti del gruppo. Per carità liberate quei combattenti, in modo che loro possano ridarci la libertà e possiamo tornare alle nostre famiglie".

Il messaggio della giovane viene incalzato da quello dell'uomo, in tuta mimetica e con una mascherina sul volto, che in lingua Hausa afferma: "Se i nostri membri in prigione non vengono liberati, governo e genitori di Chibok sappiano che non troveranno mai più queste ragazze". "Adesso, alcune di loro sono paralizzate, alcune sono molto malate, altre sono morte", aggiunge l'uomo.

Negli oltre due anni dal rapimento, l'esercito nigeriano ha ingaggiato spesso combattimenti con Boko Haram, liberando in più casi ostaggi, ma mai le ragazze rapite a Chibook.

sda-ats

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