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Passo avanti oggi al Consiglio degli Stati per quanto riguarda l'appianamento delle divergenze col Nazionale in merito alla terza revisione dell'imposizione delle imprese.

Dopo un tormentato dibattito, il plenum ha accolto l'idea (22 voti a 20 e 2 astensioni) di un'imposta sugli utili corretta degli interessi nozionali, un sistema in vigore per esempio in Belgio che permette alle imprese di dedurre un interesse fittizio allorché investono in fondi propri.

I Cantoni sarebbero liberi di applicare o meno simile misura. Quelli che opteranno per questa nuova imposta dovranno tuttavia ritoccare verso l'alto, ossia almeno il 60%, l'aliquota applicata alla tassazione dei dividendi.

Si tratta di un compromesso gradito ai direttori cantonali delle finanze, i quali hanno sempre respinto l'imposta sugli utili corretta degli interessi nozionali senza una compensazione.

Nel corso della discussione, il plenum ha tacitamente confermato di voler aumentare dal 17% al 21,2% la quota spettante ai Cantoni di Imposta federale diretta. Finora il Nazionale ha sempre optato per il 20,5% (attualmente è al 17%).

Il dossier ritorna al Nazionale.

sda-ats

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