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La piazza economica svizzera necessita di più lavoratori provenienti dai Paesi al di fuori dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), è quanto sostengono l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) e singoli cantoni.

Lo scorso anno, le imprese hanno potuto assumere 6500 specialisti provenienti da Paesi che non beneficiano della libera circolazione. Tali contingenti era stati ridotti da 8500 nel 2015. Un numero massimo insufficiente, afferma l'USI in un comunicato odierno.

Per i datori di lavoro si tratta della necessità di compensare la mancanza di manodopera indigena. Chiedono dunque al Consiglio federale di riportare nel 2017 il contingente di lavoratori provenienti da Paesi terzi al livello del 2014. Una richiesta già espressa lo scorso anno dall'Unione sindacale svizzera (USS) per garantire buone condizioni di lavoro.

sda-ats

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