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I direttori finanziari (Cfo) delle aziende svizzere sono più ottimisti a inizio anno rispetto a 12 mesi fa. Lo afferma uno studio della società di consulenza Deloitte.

Dopo essere state investite in pieno nel gennaio del 2015 dallo choc del super franco, in seguito alla decisione della Banca nazionale di rinunciare alla soglia minima di cambio con l'euro, le imprese stanno lentamente riacquistando fiducia.

Il "saldo delle previsioni finanziarie" (attese positive a fronte di attese negative) si è fissato nel quarto trimestre del 2016 al 55%, spiega Deloitte nell'edizione invernale dei suoi studi su questa materia. Tale dato conferma la tendenza al rialzo, lento ma costante, del clima di fiducia degli imprenditori in atto da alcuni mesi.

Nel dettaglio il 64% dei 101 Cfo interrogati indicano di essere ottimisti quanto all'evoluzione finanziaria delle loro imprese, con una progressione di 11 punti rispetto ai risultati del terzo trimestre 2016. Sul fronte opposto, i pessimisti sono calati di 3 punti al 9%, scendendo per la prima volta sotto la soglia del 10% da quando è stato abbandonato il cambio minimo di 1,20 franchi per un euro.

Sul piano macro-economico il 93% giudica positivamente, o in modo neutrale, le prospettive congiunturali per i prossimi 12 mesi, malgrado i fattori di incertezza che continuano a gravare sugli affari quali le elezioni in Francia e in Germania, l'impatto della Brexit e l'elezione del nuovo presidente americano Donald Trump. Una azienda su due prevede peraltro di effettuare investimenti e anche in questo campo, afferma Deloitte, la tendenza è al rialzo.

Quanto ai margini, un terzo dei Cfo pronostica una progressione: nel terzo trimestre la percentuale si fermava al 24%. La quota di coloro che propendono per un calo è rimasta ferma al 31%.

SDA-ATS