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Le donne occupano soltanto il 18,9% delle cariche ai piani alti delle piccole e medie imprese (PMI) svizzere.

KEYSTONE/DOMINIC STEINMANN

(sda-ats)

Le donne restano in minoranza ai piani alti delle aziende svizzere, ma la loro presenza aumenta.

Nelle piccole e medie imprese la percentuale di dirigenti di sesso femminile è passata dal 16,7% di due anni fa al 18,9% attuale, mentre in quelle grandi è salita in dodici mesi dal 6 all'8%. Questi gli esiti di due ricerche pubblicate oggi alla vigilia della Giornata internazionale della donna.

Uno studio effettuato dalla società di consulenza EY tra le piccole e medie imprese ha comunque messo in luce che la parità fra sessi all'interno di direzioni e consigli d'amministrazione è ancora lontana dall'essere raggiunta. Citato in una nota odierna, il CEO di EY Svizzera Marcel Stalder ha affermato che "la nostra economia deve raccogliere la sfida e diversificare il proprio management".

Tuttavia, il numero di aziende guidate esclusivamente da uomini è in diminuzione, essendo sceso dal 41% del 2015 al 35% attuale. In questo campo, si possono notare disparità regionali. La percentuale di imprese comandate unicamente da dirigenti di sesso maschile è infatti del 38% in Svizzera tedesca e del 27% in Romandia.

Differenze sono osservabili anche fra i vari settori. Nei servizi, il 28% degli incarichi di responsabilità è occupato da donne, nel commercio il tasso è del 18%, nelle scienze naturali e nell'industria del 15%, mentre nella costruzione e nell'energia si situa al 13%.

Nelle piccole imprese, categoria nella quale rientrano quelle che generano un fatturato fino a 30 milioni di franchi, vi sono il 21% di donne fra i quadri superiori. La cifra si abbassa al 13% se si prendono in considerazione le aziende con un volume d'affari superiore ai 100 milioni.

Secondo la ricerca, il 21% delle società interpellate pratica una "promozione attiva delle donne". Fra queste, il 9% propone orari di lavoro flessibili e il 7% offre una formazione destinata specificamente a loro.

Le aziende che considerano la propria situazione finanziaria negativa impiegano il 16% di donne ai piani alti, contro il 20% di quelle in salute. Inoltre, circa i due terzi dice di non avere difficoltà nel reperire un sufficiente numero di persone di sesso femminile qualificate. Più l'impresa è grande, più questo reclutamento è però complicato, in particolar modo nell'industria.

Lo studio realizzato da EY, organizzazione internazionale con dieci filiali fra Svizzera e Liechtenstein, ha coinvolto 700 società non quotate in Borsa e con un numero di dipendenti fra i 30 e i 2000. Il 57% di esse è a conduzione famigliare e il 14% ha sede in Ticino.

Sensibile aumento in grandi imprese

L'ultima edizione dello "Schilling-Report" si è invece focalizzata sui vertici delle 100 maggiori imprese svizzere. Nel 2016, più di un quinto (21%) dei nuovi membri di direzione era di sesso femminile. Un anno prima, solo il 4% degli impieghi liberi negli organi direttivi era stato attribuito a una donna.

Nel complesso, il tasso di donne fra i dirigenti è salito dal 6 all'8%. L'incremento negli scorsi dodici mesi è stato equivalente a quello fatto registrare durante i precedenti dieci anni.

Anche nei consigli d'amministrazione più di un posto di lavoro vacante su cinque è stato assegnato a donne. La quota totale è in questo caso passata dal 16 al 17%, restando però ben al di sotto del 30% auspicato dal Consiglio federale.

Particolarmente elevate le presenze femminili nel settore pubblico. Il 14% delle posizioni di responsabilità di Confederazione e Cantoni è appannaggio delle donne. Ciò è dovuto alle migliori condizioni di lavoro, che permettono di conciliare carriera professionale e famiglia, sottolinea Guido Schilling, responsabile del rapporto, citato nel comunicato.

SDA-ATS