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Strage nel tempio di Puttingal nella città costiera indiana di Paravur, nello stato meridionale del Kerala. Almeno 101 persone sono morte e più di 350 sono rimaste ferite a causa di un incendio scoppiato in seguito ad alcune esplosioni di materiale pirotecnico.

L'incidente è avvenuto ieri sera mentre circa 10'000 persone si erano radunate per assistere ad uno spettacolo pirotecnico in occasione dell'inizio del nuovo anno indù, sostiene l'emittente Ndtv.

Negli ospedali del distretto di Kollam sono stati contati già 101 morti, ha comunicato un responsabile dei soccorsi al quotidiano The Hindu. Pompieri, polizia e altre squadre di soccorso hanno lavorato tutta la notte per recuperare i corpi, soccorrere i feriti e domare le fiamme.

"La situazione è ora sotto controllo", ha comunicato il ministro dell'Interno dello Stato, Ramesh Chennithala. Ma è polemica ora perché il premier dello Stato, Oomen Chandy, ha reso noto che il governo aveva vietato lo spettacolo pirotecnico durante la cerimonia, ma non è stato ascoltato dalle autorità religiose.

Una fonte della polizia ha spiegato che le esplosioni sono avvenute prima dello spettacolo, probabilmente a causa di una scintilla che si è sviluppata nel contenitore del materiale pirotecnico.

Il premier indiano Narendra Modi, che sta recandosi sul luogo della tragedia, ha annunciato l'assegnazione di 200'000 rupie (2'900 euro) ad ogni famiglia che ha avuto una persona deceduta e di 50'000 rupie (1'300 euro) per quelle dei feriti. Lo stesso premier ha chiesto di non organizzare alcuna cerimonia di accoglienza al momento del suo arrivo a Kollam. Nel suo aereo, si è appreso, viaggia una squadra medica specializzata in soccorso ad ustionati.

sda-ats

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