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La presidente del partito del Congresso, Sonia Gandhi, il figlio Rahul e l'ex premier Manmohan Singh sono stati fermati stamane dalla polizia a New Delhi mentre tenevano una protesta nei pressi del Parlamento.

Insieme a loro sono stati trattenuti dagli agenti diversi ex ministri e membri del partiti che erano impegnati in una "marcia per la democrazia".

La leader italo-indiana Gandhi e il figlio Rahul, che è vicepresidente del Congresso, sono stati portati insieme agli altri politici in un vicino commissariato per le formalità. Sono stati rilasciati poco dopo in seguito al pagamento di una cauzione.

Il partito del Congresso, che in questi giorni è sotto pressione per lo scandalo sulle presunte mazzette per gli elicotteri AgustaWestland (Finmeccanica), ha organizzato stamane una protesta all'osservatorio del Jantar Mantar a cui hanno partecipato centinaia di sostenitori del partito.

Dopo i comizi la Gandhi, il figlio Rahul e l'ex premier Singh sono scesi dal palco e hanno marciato fino a delle barriere erette dalla polizia. In quel momento è scoppiato il caos perché alcuni elementi del Congresso hanno cercato di sfondare le transenne per continuare verso il Parlamento. Nonostante gli appelli dello stesso partito a mantenere il carattere pacifico della protesta, alcuni manifestanti si sono scontrati con le forze dell'ordine e dopo aver rovesciato le barriere sono entrati nella zona non autorizzata dalla autorità.

Nel suo intervento, la Gandhi ha duramente attaccato il governo della destra di Narendra Modi accusandolo di essere "manovrato" dal movimento radicale indù dell'RSS, ma non ha fatto accenno allo scandalo della commessa degli elicotteri AgustaWestland. Nella sentenza della Corte di Appello di Milano, il suo nome è citato dal mediatore britannico Christian Michel come "forza trainante" dietro i Vip (le personalità politiche) a cui erano destinati i velivoli italiani.

sda-ats

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