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L'indice totale svizzero dei prezzi alla produzione e all'importazione è aumentato dello 0,3% in settembre rispetto ad agosto, portandosi a 99,7 punti (base dicembre 2015 = 100).

L'aumento è dovuto soprattutto al rialzo dei prezzi dei prodotti petroliferi, indica oggi in una nota l'Ufficio federale di statistica (UST).

Rispetto a settembre 2015, il livello dei prezzi dell'offerta totale dei prodotti indigeni e importati è diminuito dello 0,1%.

L'aumento dell'indice dei prezzi alla produzione rispetto ad agosto (+0,1% a 99,7, invariato rispetto a settembre 2015) va ricondotto in particolare ai prezzi più alti dei prodotti petroliferi e dei rottami di ferro. Più caro anche il latte crudo. Scendono, invece, i prezzi dei suini da macello e della carne suina.

Rispetto ad agosto l'indice dei prezzi all'importazione (+0,6% a 99,7, -0,4% rispetto a settembre 2015) ha registrato prezzi più alti soprattutto per quel che riguarda carburanti, olio da riscaldamento, petrolio greggio e gas naturale. Lo stesso vale per preparati farmaceutici, autoveicoli e abbigliamento. Sono invece stati registrati prezzi in calo per cuoio, prodotti in cuoio e calzature nonché rame e prodotti in rame.

I prezzi dei prodotti indigeni - spiega l'UST - sono rilevati per il mercato interno alla prima tappa di commercializzazione, ovvero presso il produttore o in fabbrica. Si tratta di prezzi franco fabbrica che non comprendono né l'imposta sul valore aggiunto, né le imposte sul consumo (ad es. sul tabacco, l'alcol o i prodotti petroliferi).

Per le importazioni, i prezzi sono rilevati al confine svizzero, senza l'imposta sul valore aggiunto né le imposte sul consumo né i dazi doganali.

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SDA-ATS