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Ulteriori segnali incoraggianti per l'industria svizzera: l'indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI) si è attestato in settembre a 53,2 punti, 2,2 punti in più di agosto e livello più elevato da maggio.

Il dato è chiaramente superiore alle attese: gli analisti interrogati dall'agenzia Awp scommettevano su valori compresi fra 50,7 e 52,0 punti.

L'indicatore si è attestato per il decimo mese di fila sopra la soglia di crescita di 50 punti, sottolineano in un comunicato odierno gli economisti di Credit Suisse, che interpretano i dati raccolti mensilmente in un sondaggio dall'associazione di categoria Procure.ch.

Tuttavia i subcomponenti mostrano un quadro sfaccettato. Il PMI è cresciuto soprattutto per via di una situazione degli ordinativi nuovamente migliore (il relativo indice è salito di 4,4 punti) e di tempi di consegna per i fornitori di nuovo più lunghi (+3,6 punti).

Nel contempo, il comparto "Giacenza acquisti" è cresciuto di 10,1 punti - un incremento record - e ha raggiunto così il livello di 53,2 punti nella zona di crescita. Giacenze così consistenti possono segnalare il fatto che le aziende, in futuro, si aspettano un incremento della domanda.

Considerati la limitata produzione (peggior crescita dal novembre 2015) e il perdurante ridimensionamento del personale (il subcomponente "Occupazione" ha proseguito il calo al di sotto della soglia di crescita) non c'è da essere molto ottimisti. "La congiuntura industriale sembra migliorare solo in modo esitante: non è una situazione ottimale", commentano gli specialisti di Credit Suisse.

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SDA-ATS