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Il Palazzo federale (foto d'archivio)

Keystone/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Che influenza avrà l'esito della votazione concernente l'iniziativa AVSplus sul dibattito, previsto a partire da questo pomeriggio al Consiglio nazionale, sul progetto Previdenza per la vecchiaia 2020?

È la domanda che tutti - giornalisti, politici e addetti ai lavori - si pongono oggi nei corridoi di Palazzo federale.

La stampa in edicola stamane da due letture diverse del risultato della votazione. Se da una parte La Liberté sottolinea ad esempio che "gli Svizzeri hanno detto "no" ad AVSplus, ma non "sì" ad AVSminus".

Sull'altro versante della Sarine, Tages-Anzeiger e Der Bund ritengono invece che l'esito del voto darà più peso alle proposte formulate dalla maggioranza di destra della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale (CSSS-N).

Questa propone infatti di non dar seguito all'aumento delle rendite AVS di 70 franchi proposto dagli Stati. La CSSS-N non esclude inoltre un incremento a 67 anni dell'età di pensionamento dopo il 2030 qualora la copertura del Fondo AVS dovesse scendere sotto l'80%. Anche le compensazioni per la "generazione transitoria" vanno ridotte, secondo l'auspicio della commissione.

Contro tali emendamenti la sinistra si batterà fortemente. Anche il consigliere federale Alain Berset ha fatto sapere di non appoggiare la soluzione partorita dalla commissione. Del resto, come lo stesso ministro dell'interno ha sostenuto ieri alla Radio romanda, il progetto così com'è non ha nessuna possibilità di superare lo scoglio popolare.

Il dibattito sulla Previdenza 2020 dovrebbe iniziare verso le 16.00. Prima il Nazionale terrà la tradizionale "Ora delle domande" e la discussione, a livello di divergenze, sulla Cooperazione interazionale per il periodo 2017-2020.

Le discussioni sul progetto Previdenza per la vecchiaia 2020 non entreranno tuttavia nel vivo prima di mercoledì (i dibattimenti sono previsti su quattro giorni per un totale di oltre 20 ore). Oggi dovrebbe tenersi unicamente il dibattito di entrata in materia.

L'UDC propone di scindere in tre la riforma e rinviare parte del dossier al Consiglio federale. Per i democentristi si tratterebbe in primis di discutere dell'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile delle donne e di aumentare l'IVA di 0,3 punti. Gli altri punti - riduzione del tasso di conversione e innalzamento della pensione a 67 anni - sarebbero rinviati a più tardi. Visti i rapporti di forza al Consiglio nazionale, tale proposta sarà quasi sicuramente bocciata.

Non è comunque sicuro che si possa giungere già oggi alla votazione sull'entrata in materia: visto il tempo di parola a disposizione dei relatori della commissione (10 minuti), dei rappresentanti dei vari gruppi parlamentari (10 minuti ciascuno) e del consigliere federale responsabile (20 minuti), è possibile che il voto slitti a mercoledì.

Dibattito sul servizio pubblico offerto dalla SSR

Da parte sua, il Consiglio degli Stati si occuperà, a livello di divergenze, della creazione del Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA). Seguirà il tanto atteso dibattito sul servizio pubblico radiotelevisivo.

Il rapporto in materia presentato dal governo invita sostanzialmente la SSR ad operare una riforma in considerazione della rivoluzione digitale. Il Consiglio nazionale ha già giudicato il documento incompleto ed ha incaricato il governo di presentarne un altro entro fine anno.

Il Consiglio federale dovrà così esaminare anche un modello che permetta alla SSR di intervenire solo nei settori che non possono essere coperti dai privati. Dovrà inoltre precisare le conseguenze finanziarie dell'abbandono di alcune prestazioni del servizio pubblico, come le serie televisive straniere o la diffusione di grandi avvenimenti.

La commissione preparatoria del Consiglio degli Stati ha invece respinto l'ipotesi di rinviare il dossier al governo e propone così al plenum di limitarsi a prendere atto del rapporto. Una minoranza chiede invece di rinviarlo al Consiglio federale, così come fatto dal Nazionale.

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SDA-ATS