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L'iniziativa per l'abbandono del nucleare dei Verdi divide i Grigioni. Il comitato della comunità d'interessi per i canoni d'acqua raccomanda ai membri, più di 50 comuni, di accettare il testo in votazione il 27 novembre. Il governo cantonale è fermamente contrario.

Le località rappresentate nella comunità d'interessi mettono le loro risorse idriche a disposizione dei produttori elettrici in cambio di un compenso chiamato canone d'acqua, che viene fissato dai cantoni nei limiti stabiliti dalle legislazione federale. Secondo l'associazione, si tratta di introiti fondamentali per molte comunità montane, attualmente sotto pressione a causa dei bassi prezzi dell'elettricità. Un'uscita dal nucleare darebbe maggior valore alla produzione idroelettrica.

Dal canto suo, il capo del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste Mario Cavigelli (PDC/PPD) ha sottolineato oggi davanti al parlamento come l'esecutivo cantonale sia "chiaramente" contro l'iniziativa, che prevede un abbandono pianificato in tempi brevi dell'atomo.

Cavigelli, attualmente anche presidente della Conferenza dei direttori cantonali dell'energia, ha affermato che le fonti alternative non sono in grado al momento di sostituire quella nucleare. Pertanto, l'adozione dell'iniziativa, giudicata da Cavigelli "ipocrita", causerebbe un incremento delle importazioni di corrente elettrica, spesso prodotta da centrali atomiche (in Francia) o a carbone altamente inquinanti (Germania).

sda-ats

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