Interrogati i Fillon, giudici a passo di carica


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François Fillon e la moglie Penelope

KEYSTONE/EPA/ETIENNE LAURENT

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François Fillon e la moglie Pénélope davanti ai giudici in un'inchiesta che più rapida di così nessuno poteva immaginarla.

Il candidato della destra alle presidenziali conoscerà presto il suo destino, se finirà sotto inchiesta per l'accusa di falso impiego alla moglie e dovrà rinunciare quindi alla corsa o se potrà continuare a considerarsi l'avversario di Marine Le Pen.

A sinistra, intanto, la vittoria alle primarie di Benoit Hamon assomiglia a un rebus: su quali sostegni potrà contare un candidato che non mette più il lavoro e la lotta alla disoccupazione al centro del suo programma come sinistra riformista e radicale hanno fatto fino ad oggi?

Tante le sorprese finora in questo primo scorcio di campagna elettorale, Fillon e Hamon sono le principali insieme all'ascesa folgorante del "senza partito" Emmanuel Macron. Un sondaggio realizzato nelle ultime ore vede Marine Le Pen sempre in testa ma in calo, al 25%, Fillon in calo netto al 22%, mentre Macron lo tallona al 21%. Nelle posizioni per ora fuori dalla lotta per il ballottaggio, Hamon - fresco di elezione - arriva al 15%, distanziando di 5 punti il radicale di sinistra Jean-Luc Melenchon (10%).

Ma è a destra che questa sera sono rivolti gli occhi di tutti gli osservatori, con Fillon e la moglie Pénélope sotto torchio dalle 15 davanti ai giudici del polo finanziario. Il luogo è stato tenuto segreto per evitare fotografi e giornalisti. Un'accelerazione giudiziaria, quella in corso, che nessuno si aspettava: in pochissimi giorni, apertura dell'inchiesta con avviso di garanzia agli interessati, quindi oggi gli interrogatori, che Fillon non si aspettava.

Gli interrogatori dei due coniugi si svolgono separatamente, ognuno dei due non sa cosa stanno chiedendo all'altro. Così come non hanno saputo cosa ha risposto ai giudici questa mattina il ricco amico di Fillon Marc Ladreit de Lacharrière, proprietario della "Revue des deux mondes" che ha pagato per un anno e mezzo uno stipendio di 5.000 euro a Pénélope senza che da parte di lei risulti pubblicato nient'altro che un paio di recensioni.

Nell'ambiente vicino all'ex primo ministro c'è molta agitazione, anche perché si teme una moltiplicazione dei fronti. L'ecologista Yannick Jadot ha affondato un altro colpo: "per 5 anni Fillon ha quadruplicato lo stipendio, incassando 17.000 euro al mese da clienti di cui nasconde l'identità". Allusione più che evidente alla società di consulenza del candidato dei Republicains, la "2F Conseil". Il grosso dell'attività riguarda conferenze, ma sembra che gli ottimi rapporti di Fillon con i russi abbiano "facilitato" alcuni di questi interventi. Uno, in particolare, in Kazakhstan, sarebbe stato pagato 30.000 dollari.

A sinistra, dove tutti si chiedono come può uno dei capi della fronda contro la maggioranza di governo, che ha votato anche contro la riforma del lavoro, guidare quella stessa sinistra alle presidenziali. Oggi si è avuta la dimostrazione di questa incompatibilità: Hamon è andato a far doverosa visita al capo del governo, Bernard Cazeneuve. Al termine, dichiarazioni separate, brevissime e a denti stretti: "la sinistra non vincerà se non rivendica il bilancio di questi anni del governo", ha detto Cazeneuve. "Nessuno mi ha convinto in 10 minuti" la tagliente replica di Hamon. Incontro brevissimo, formale, nessuna stretta di mano davanti ai fotografi.

SDA-ATS

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