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Raiffeisen ha per il momento accantonato l'idea d'introdurre criteri meno severi per la concessione di crediti.

KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER

(sda-ats)

Il gruppo Raiffeisen ha rinunciato al progetto di concedere ipoteche alle persone il cui reddito non soddisfa i criteri in vigore per ottenere finanziamenti per l'acquisto di una casa. Lo rivela un'intervista del suo direttore Patrik Gisel alla Schweiz am Sonntag.

La volontà d'introdurre quest'idea, evocata una prima volta lo scorso settembre, era poi stata riaffermata in dicembre. Gisel ha però affermato che dopo "intense discussioni" con le autorità, il progetto è stato per il momento accantonato.

Il direttore del gruppo ha però ribadito di non volerlo abbandonare del tutto, puntando ad inserirvi in futuro qualche modifica pur di poterlo mettere in atto. Gisel aveva dichiarato in passato che le direttive attuali eccedono in prudenza e discriminano i giovani, i quali non hanno sufficienti mezzi nella cassa pensioni per accedere alla priorità.

Attualmente, le banche erogano crediti solamente a persone che ritengono in grado di sostenere un tasso d'interesse teorico del 5%.

La Banca nazionale svizzera (BNS) e l'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) avevano più volte messo in guardia il gruppo dal procedere all'allentamento dei requisiti richiesti per la concessione di ipoteche.

Anche Credit Suisse e UBS si erano espressi negativamente in merito alla proposta di Gisel. Secondo le grandi banche, meno rigidità significherebbe aumentare i rischi di bolla immobiliare.

SDA-ATS