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James Comey, direttore dell'Fbi (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/BEBETO MATTHEWS

(sda-ats)

I successi contro l'Isis in Iraq e in Siria portano a un aumento della possibilità di attentati terroristici nell'Europa occidentale e negli Stati Uniti.

Lo afferma James Comey, numero uno dell'Fbi, che spiega come "a un certo punto ci sarà una diaspora di terroristi dalla Siria come non l'abbiamo mai vista finora".

Del resto - aggiunge Comey che ha parlato a una conferenza sulla cybersicurezza - "non tutti i terroristi dell'Isis moriranno sul campo di battaglia".

Comey ha spiegato come l'intelligence e l'antiterrorismo Usa e degli alleati europei si stiano concentrando su come affrontare il flusso di "centinaia di combattenti" che man mano che l'Isis arretra in Medio Oriente si riversa sulle coste occidentali, con l'Europa e gli Stati Uniti sempre più vulnerabili.

Per questo - ha sottolineato il numero uno dell'Fbi - aumenta sempre più la possibilità di attacchi come quelli di Parigi o di Bruxelles. Comey ha fatto quindi l'esempio della diaspora di terroristi in coincidenza con le guerre che hanno coinvolto l'Afghanistan alla fine degli anni '80 e ai primi degli anni '90. "Ma stavolta - ha ammonito - il fenomeno della diaspora sarà dieci volte più grande".

Il direttore del Federal Bureau ha quindi ammesso la difficoltà di prevenire il tipo di attacchi terroristici che stanno sconvolgendo l'Occidente: "fermarli è persino più difficile di trovare un ago nel pagliaio".

Le forze di polizia statunitensi - ricorda - hanno arrestato dai primi del 2014 circa 100 americani sospettati di sostenere l'Isis. Ma il proliferare della propaganda sui social media ha reso sempre più difficile stabilire quando un simpatizzante online si radicalizza davvero e comincia a compiere passi per l'attuazione di piani violenti.

sda-ats

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