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Non si placa la furia dell'Isis a Baghdad, dove oggi una raffica di tre attacchi ha ucciso almeno 43 persone, facendo salire a più di 200 morti il bilancio di una settimana di attacchi suicidi e dinamitardi rivendicati dallo Stato islamico.

Gli attacchi erano diretti per lo più contro luoghi affollati e popolari dei quartieri sciiti della capitale. La Casa Bianca ha condannato gli attacchi, così come era stato l'11 maggio scorso, quando 93 persone erano state uccise nel più sanguinoso attacco degli ultimi tempi in Iraq.

Sugli attacchi odierni ci sono però bilanci discordanti: l'Associated Press, citando non meglio precisate fonti ufficiali irachene, riferisce di 67 uccisi. La recrudescenza degli attentati terroristici arriva in momento in cui l'Isis appare sulla difensiva nei diversi teatri della guerra tra Siria e Iraq.

Il Pentagono ha riferito oggi che l'Isis ha perso circa il 45% del territorio iracheno in precedenza conquistato. Il Comando delle operazioni militari di Baghdad aveva ieri annunciato l'avvio di un'offensiva per riconquistare Rutba, nella regione a maggioranza sunnita di al Anbar e ultima cittadina prima del confine con la Giordania. La missione di riconquista è tutt'altro che conclusa ma le forze governative, sostenute dalla Coalizione guidata dagli Usa e dalle milizie tribali locali, tenta così di mettere sotto pressione l'autorità jihadista non solo sul fronte nord di Mosul ma anche su quello sud.

Per tutta risposta, l'Isis ha oggi rivendicato almeno uno dei tre attacchi compiuti nella capitale. Il primo è stato portato a termine nel quartiere popolare settentrionale di Shaab, nei pressi di un mercato all'aperto molto frequentato. La dinamica è controversa: alcune fonti parlano di due autobomba esplose nei pressi del muro di cinta del mercato e di un'attentatrice suicida che si è fatta saltare in aria in un secondo momento dopo l'esplosione delle due auto. Altre fonti affermano che prima che la kamikaze azionasse il corpetto esplosivo, un ordigno improvvisato era esploso vicino alla cinta muraria del mercato.

Discordanze significative appaiono anche nella conta delle vittime: per alcune fonti, 28 persone sono state uccise e altre 65 sono state ferite. Per altre fonti l'attacco di Shaab ha lasciato a terra 9 persone, ferendone 15. La discrepanza è anche dovuta al fatto che i primi bilanci sono provvisori e che vanno continuamente aggiornati a causa della gravità delle condizioni di molti feriti.

Un secondo attacco ha preso di mira, per la seconda volta in pochi giorni, il sobborgo nord-orientale di Sadr City, uccidendo questa volta almeno 7 persone e ferendone 26. Altre fonti parlano di un bilancio più pesante: 18 morti e 35 feriti.

Un camion bomba è esploso nei pressi della fermata della linea d'autobus n.55 nella principale piazza della roccaforte del radicalismo sciita. Il terzo attacco si è verificato nel mercato di frutta e verdura Rashid, nel quartiere meridionale di Dora. Alcune fonti parlano di cinque morti, ma altri bilanci riferiscono di 8 uccisi e 22 feriti. A questi si aggiungono i 14 uccisi di ieri in un attacco lanciato ieri dai jihadisti contro un sito di estrazione di gas naturale a Taji, 20 chilometri a nord di Baghdad.

Analogamente, dalla Siria centrale sono giunte notizie oggi di tre potenti esplosioni causate dall'Isis nella regione di Palmira contro il giacimento di gas naturale di Shaer. Il sito è tornato in mano ai jihadisti che devono però far fronte a un'offensiva governativa e che, forse, hanno tentato di danneggiare le infrastrutture prima di ritirarsi.

sda-ats

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