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Benjamin Netanyahu (a destra)e Avigdor Lieberman.

Keystone/AP/TSAFRIR ABAYOV

(sda-ats)

Benyamin Netanyahu vira tutta a destra e allarga la sua risicata maggioranza di governo ai nazionalisti di "Israel Beitenu" guidati da Avigdor Lieberman, affidandogli il ministero chiave della difesa al posto di Moshe Yaalon.

Una mossa a sorpresa quella di Netanyahu, completamente opposta alla politica, percorsa in queste settimane, di corteggiamento del leader dei laburisti Isaac Herzog che oggi, infuriato della giravolta del premier, ha prima congelato ogni trattativa con il Likud e poi ha attaccato l'intesa come "governo al limite della follia".

L'accordo con Lieberman - ex ministro degli esteri nella passata legislatura che ruppe clamorosamente con Netanyahu dopo le ultime elezioni - è un colpo di scena che sposta l'asse del governo.

Secondo alcuni, le sorprese potrebbero non essere finite: si parla anche di qualche altro spostamento nella compagine del nuovo governo. Non è un caso che oggi "Focolare Ebraico", partito vicino ai coloni guidato dal ministro dell'educazione Naftali Bennett, abbia esultato sottolineando che il nuovo esecutivo "sarà il governo più a destra nella storia di Israele".

Secondo molti analisti, la virata di Netanyahu con l'allontanamento di Yaalon (anche lui Likud) potrebbe avere molte ripercussioni: sulla politica interna, visto che Lieberman ha più volte chiesto il pugno di ferro nei confronti della cosiddetta "Intifada del coltelli" palestinese di questi mesi. Tra le condizioni poste a Netanyahu ha infatti esplicitamente chiesto la "introduzione della pena di morte" per i terroristi. Ma anche in politica internazionale - hanno ricordato - non è stato da meno quando ha ricoperto la carica di ministro degli affar esteri.

C'è però un altro aspetto delicato: quello che riguarda i rapporti tra politica ed esercito, vera e propria istituzione del paese.

Nei giorni scorsi una dura polemica ha visto contrapposti Netanyahu e lo stesso Yaalon, quando questi ha difeso il vice capo di stato maggiore Yair Golan che aveva accostato "embrioni" di fenomeni che si delineano in Israele alla situazione in Europa degli anni '30. Un intervento non gradito da Netanyahu che prima ha strigliato Golan e poi ha convocato Yaalon ricordandogli in modo grave il primato della politica sull'esercito.

Oggi l'allontanamento dell'ex ministro della difesa, sostituto da Lieberman che porta in dote a Netanyahu sei seggi alla Knesset, sufficienti per superare l'attuale asfittica maggioranza di 61 deputati su 120: solo uno in più della soglia di governo.

Un Herzog furibondo ha quindi attaccato a tutto campo Netanyahu: "d'ora in poi dovremo vivere con un governo la cui politica è al limite della follia". "Netanyahu - ha incalzato - ha rinunciato ad un tentativo di cambiamento importante nella nostra vita. A questo governo della follia non daremo un giorno di tranquillità".

Poi dopo aver addossato alla minoranza interna di sinistra, contraria all'accordo con Netanyahu, la responsabilità di aver portato Lieberman al governo e alla difesa, è tornato nuovamente a definire "importanti" le parole del presidente egiziano Al-Sisi per una ripresa delle trattative con i palestinesi. "Ci sono segnali di cambiamento nella regione. Ma Netanyahu oggi ha girato il volante del Paese in una direzione pericolosa per la nazione".

sda-ats

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