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Inarrestabile l'ondata di disperati

KEYSTONE/AP SOS Mediterranee/PATRICK BAR

(sda-ats)

Negli ultimi quattro giorni, complici le condizioni meteo perfette, il canale di Sicilia è tornato ad essere invaso da decine di gommoni e barconi.

Le navi della Guardia Costiera, della Marina Militare, delle Organizzazioni non governative e delle missioni europee Frontex ed Eunavformed hanno salvato 11mila le persone. È un po' come se ai milioni di britannici che hanno votato la Brexit, rispondessero migliaia di disperati che scappano dall'Africa e rischiano la vita per tentare di raggiungere l'Europa.

Ai cinquemila di giovedì e ai 2.100 di venerdì si sono infatti aggiunti i circa 400 soccorsi nella giornata di sabato e ai 3.500 recuperati domenica: uomini donne e bambini che erano a bordo di una trentina di gommoni intercettati dai mezzi italiani ed europei. I soccorsi sono scattati tra le 30 e le 40 miglia davanti alla Libia, in un tratto di mare compreso tra Tripoli e Misurata, alle prime luci dell'alba, quando alla Centrale operativa della Guardia Costiera sono arrivate decine di chiamate dai telefoni satellitari.

I migranti, molti dei quali provati dalla traversata e dalle violenze subite in Libia, verranno trasferiti nelle prossime ore nei porti del sud Italia, già sotto pressione per via degli sbarchi dei giorni scorsi. Da Brindisi a Cagliari, da Reggio Calabria ad Augusta fino a Catania e Pozzallo - dove tre giorni fa la commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno dei migranti ha bocciato l'hotspot definendolo inadeguato e sovraffollato - non c'è porto che in queste ore non stia accogliendo le persone salvate nel canale di Sicilia.

Nonostante l'ennesima ondata, però, i numeri sono sulla stessa linea di quelli dell'anno scorso: erano 65.319 i migranti sbarcati nel 2015, sono quasi 65mila quelli arrivati dall'inizio dell'anno ad oggi. Più alti, invece, i numeri di coloro che sono accolti nei Centri di prima accoglienza, negli hotspot e nei centri del sistema Sprar: erano 103mila lo scorso anno, sono 123mila quelli accolti nel 2016, con la Lombardia che ne ospita il 13% e la Sicilia l'11%.

Le organizzazioni umanitarie continuano a chiedere l'apertura di corridoi umanitari per evitare che migliaia di persone continuino a rischiare la vita nella traversata verso l'Italia.

sda-ats

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