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Alcuni studenti che si recano alla nuova scuola di Amatrice situata a San Cipriano (foto d'archivio).

Keystone/AP/VALENTINA ONORI

(sda-ats)

E' suonata alle 10.30 di stamane la campanella del primo anno scolastico del dopo terremoto che ha spezzato tante vite e messo in ginocchio una scuola, quella di Amatrice (Rieti), che era stata ristrutturata per durare nel tempo e invece è crollata su stessa.

In undici giorni i tecnici, gli operai e i volontari del Dipartimento di protezione civile della Provincia autonoma di Trento hanno messo in piedi il nuovo istituto onnicomprensivo "Romolo Capranica". Lo hanno fatto in un luogo diverso, nella frazione di Villa San Cipriano, a poca distanza dalla vecchia scuola di Amatrice di cui è rimasto solo il tricolore, recuperato dalle macerie.

Moduli prefabbricati in acciaio e legno che sono già un simbolo, l'immagine migliore - come l'ha definita il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi - di un Paese che quando vuole "sa fare le cose bene e in fretta".

E Amatrice, la città più colpita dalla scossa delle 3.36 del 24 agosto, vuole ripartire proprio da San Cipriano, dove fino a pochi giorni fa c'era un prato e oggi ci sono tanti bambini che per un giorno hanno rubato la scena al dolore e alla disperazione che il sisma ha lasciato dietro di sé.

La nuova scuola ospita 177 alunni, tra i 3 e i 18 anni, che hanno scelto di rimanere nella loro terra, che trema ancora, a due passi dalla distruzione e dalle macerie.

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SDA-ATS