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Dopo quasi quindici anni di attività, i gruppuscoli della FAI-Federazione Anarchica Informale sono stati smantellati oggi dalla Digos di Torino: sette arresti, otto indagati a piede libero e trenta perquisizioni sono il bilancio dell'operazione 'Scripta Manent'.

A partire dal 2003 la 'FAI' ha rivendicato una cinquantina di azioni. Ci sono stati i pacchi-bomba ai politici (Romano Prodi, Sergio Chiamparino, Sergio Cofferati), alle forze dell'ordine (la questura di Lecce, una sede dei carabinieri a Parma, la polizia municipale a Torino), ai giornalisti, a Equitalia, ad alcune aziende private. E c'è stato l'attentato a Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo, ferito a Genova nel 2012. Campagne contro "le strutture del potere", le nuove tecnologie, la ricerca sul nucleare. Rivendicate talvolta da sigle strane: Comitato Pirotecnico, Rivolta anonima e tremenda, Cooperativa artigiana fuoco e affini.

In due erano già caduti nella rete degli inquirenti: i torinesi Nicola Gai, 39 anni, e Alfredo Cospito, 49 anni, arrestati (e condannati) per il caso Adinolfi e raggiunti in carcere dalla nuova misura cautelare. Oggi è toccato ad Anna Beniamino, 46 anni, di Torino, dove ha un negozio di tatuaggi; Marco Bisesti e Alessandro Mercogliano, 33 e 43 anni, arrestati a Roma; Danilo Emiliano Cremonese e Valentina Speziale, 40 e 39 anni, presi a Pescara.

Raccogliere elementi per inchiodarli è stato laborioso. "Questi erano più prudenti degli 'ndranghetisti", si sfoga un investigatore. Non parlavano al telefono, non si scambiavano email, lasciavano il cellulare a casa, si incontravano solo in spazi aperti e talvolta uno di loro, durante le conversazioni, si metteva a camminare all'indietro per sorprendere eventuali pedinatori.

Gai, Cospito e Beniamino sarebbero i promotori del progetto 'FAI', ricalcato sulle idee di famosi ideologi dell'anarcoinsurrezionalismo: piccoli gruppi informali che alternavano iniziative eclatanti a lunghi periodi di silenzio. Il resto della galassia anarchica aveva preso le distanze. Le 'FAI' rispondevano con documenti polemici: "Non dite che siamo pochi".

Nel 2011 è arrivata la svolta cosmopolita: le 'FAI', insieme ai greci della 'Cospirazione cellule di fuoco', hanno dato vita al FAI/Fronte rivoluzionario internazionale, che ha propaggini in Russia, Messico, Indonesia.

Il 30 agosto, Cospito ha vandalizzato la sala colloqui del carcere di Ferrara, dove è rinchiuso: in un messaggio sul web ha detto che è stato un gesto di solidarietà verso i compagni greci condannati.

sda-ats

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