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Elezioni a Torino

KEYSTONE/EPA ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

(sda-ats)

Ci siamo. Dopo gli ultimi fuochi d'artificio è la canonica giornata di silenzio elettorale a fare da apripista al 'gong' alla sfida delle elezioni comunali italiane.

Una sfida che, sebbene il premier Matteo Renzi abbia più volte ribadito che non è un test sul governo, è destinata ad avere effetti importanti sui principali partiti italiani.

Sul Pd che si avvia alla cruciale campagna referendaria, sul M5S chiamato alla 'prova del nove' a Roma e su un centrodestra ancora in cerca di autore e in cui Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, nella Capitale soprattutto, misureranno il proprio 'peso specifico' Rispetto alle Comunali del 2011, quelle dell'onda arancione a Milano, Napoli o Cagliari, sembra passato un secolo: pochi comizi di piazza, una selezione delle candidature spigolosa e la sensazione di un elettorato più che mai 'freddo', benché si voti nelle principali città.

È il fattore astensionismo, già dominatore delle Regionali dell'anno scorso, il vero filo rosso che potrebbe infatti legare i risultati elettorali a Milano, Torino, Roma, Napoli o Bologna. Città dove, a partire dalla Capitale, la sfida è più aperta che mai (a decidere, a meno di colpi di scena, sarà il ballottaggio del 19) e si presenta quasi come uno specchio della geografia tripartitica che si sta imponendo a livello nazionale.

E a testimonianza dell'importanza del voto di domani c'è l'attenzione della stampa internazionale: dal tedesco Faz a Le Figaro sono diversi i quotidiani che si soffermano su una tornata elettorale che, per dirla come il sito Politico.eu, rappresenta una sorta di "stress test" per Matteo Renzi.

"Le elezioni andranno meglio del previsto, Roma in testa", assicura il segretario del Psi Riccardo Nencini, voce pressoché isolata in una giornata di silenzio elettorale segnata, tuttavia, dalla presenza di Virginia Raggi e, via skype, del sindaco di Torino Piero Fassino al Festival dell'economia di Trento, a un panel incentrato sulle periferie.

La candidata M5S, unico sindaco non in carica invitata al panel, non è inciampata in slogan elettorali sottolineando, tuttavia, il cattivo stato di salute della periferia romana e richiamando l'attenzione sulla necessità di ricostruire non solo una rete di servizi ma anche "il concetto di bello".

Poi, con i cronisti ha scherzato: "non parlo, vi rispondo lunedì...". In Liguria, invece, a 'rompere' il silenzio è stata una foto, pubblicata su Facebook da un dirigente locale Pd, che ritrae Salvini imbavagliato come Aldo Moro. Foto che ha scatenato l'ira della Lega e le scuse del Pd ligure che, tuttavia, ha minacciato querela in caso di ulteriori attacchi "strumentali".

sda-ats

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