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Un'azione di protesta a Casale Monferrato nel novembre del 2014.

KEYSTONE/AP/MASSIMO PINCA

(sda-ats)

Laddove una volta c'era l'Eternit, la fabbrica che ha seminato morte disperdendo le fibre di amianto, da oggi c'è Eternot, 24'000 metri quadrati di prati, alberi, fiori, panchine, stradine e piste ciclabili.

Casale Monferrato, la città piemontese che ha pagato un tributo altissimo di vite umane al 'minerale killer' - e tanti sono ancora i malati -, cerca di mettersi alle spalle l'epoca più dolorosa, senza mai dimenticare.

Eternot, realizzata dopo 30 anni di bonifiche e inaugurata oggi dalla Città, alla presenza del ministro italiano della giustizia Andrea Orlando, "è - ha sottolineato il sindaco di Casale, Titti Palazzetti - un parco diverso da tutti gli altri giardini. È un monumento al lavoro, al dolore, alla dignità e al coraggio, alla giustizia e alla speranza dei casalesi. Il nostro obiettivo è di essere i primi in Europa amianto-free, i primi per la ricerca contro il mesotelioma".

sda-ats

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