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Ottimi risultati nel primo semestre

KEYSTONE/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

Nel primo semestre dell'anno Julius Bär ha realizzato un utile netto di 402 milioni di franchi, un incremento del 270% rispetto a un anno prima.

Il risultato (che esclude i costi di integrazione e di ristrutturazione, nonché gli ammortamenti dei valori immateriali) è influenzato da un accantonamento realizzato nello stesso periodo dello scorso anno per risolvere il contenzioso fiscale negli Stati Uniti. Senza questo fattore la crescita dell'utile netto è del 64,7%, ha indicato stamane l'istituto bancario zurighese in un comunicato. In occasione della conferenza stampa a Zurigo, il direttore generale Boris Collardi, ha affermato di aver constatato un miglioramento nel secondo trimestre.

L'istituto ha informato inoltre di aver avuto in gestione il 30 giugno scorso fondi per un ammontare record di 311 miliardi di franchi, ovvero il 4% (12 miliardi) in più che a fine dicembre. I patrimoni totali dei clienti sono dal canto loro progrediti del 3,1% a 397 miliardi. L'incremento è dovuto ad un'entrata di 8,6 miliardi di franchi provenienti dal primo consolidamento di Kairos, società italiana attiva nella gestione patrimoniale, da un afflusso netto di nuova liquidità di 5,5 miliardi (+3,7 su ritmo annuale) e da uno sviluppo positivo del mercato (+1,6 miliardi).

Al capitolo influssi negativi, Julius Bär ha dovuto fare i conti con un effetto monetario negativo pari a 4 miliardi di franchi. Il gruppo ha dovuto inoltre pagare 547,25 milioni di dollari agli Stati Uniti per mettere fine al suo contenzioso fiscale. In questa prospettiva, al termine del primo semestre 2015 lo stabilimento aveva effettuato un accantonamento di circa 350 milioni di dollari.

L'utile netto calcolato secondo le norme IFRS attribuibile agli azionisti ha fatto un balzo da 40 a 362 milioni di franchi. A livello operativo, Julius Bär ha realizzato un utile semestrale in crescita dell'1,2% a 1,43 miliardi. I ricavi delle operazioni su interesse si sono rivelati in forte aumento (+26% a 330 milioni), mentre sono diminuiti quelli da operazioni di negoziazione (-12% a 298 milioni) e quelli da operazioni in commissione e da prestazioni di servizi (-7% a 739 milioni).

Sul fronte delle uscite spicca che nonostante un chiaro aumento dei dipendenti a tempo pieno (+9,2% a 5856) i costi per il personale siano stati ridotti dell'1% a 623 milioni di franchi. La causa è da ricercare in particolare nel piano di cassa pensione svizzero, che ha ridotto gli oneri di 63 milioni.

A tal proposito Collardi si è mostrato convinto della strategia della banca. "Il nuovo orientamento verso la crescita dell'organico, senza escludere possibili acquisizioni, si mostra sempre più vantaggioso anche in condizioni di mercato difficili", ha affermato. Julius Bär sostiene ancora che quest'anno raggiungerà l'obiettivo fissato per l'afflusso di nuova liquidità (+4-6%), malgrado un ritardo verificatosi nella prima metà dell'esercizio.

La quota di fondi propri (CET1), di 15,9%, resta chiaramente superiore alle esigenze minime per regolamento. Julius Bär procede nell'ambito del suo programma di reclutamento di consulenti. La banca zurighese ne ha già assunti oltre 200 in dati lordi (+50 in dati netti), e ne prospetta l'arrivo di altri 100 entro l'anno in corso.

Durante la conferenza stampa, il direttore delle finanze Dieter Enkelmann ha affermato che l'istituto è sulla buona strada per raggiungere nel maggio prossimo l'obiettivo di risparmiare 50 milioni di franchi.

La performance semestrale è stata superiore alle attese degli analisti che stimavano un utile netto corretto di 337 milioni di franchi, un utile netto IFRS di 311 milioni e un afflusso di nuova liquidità di 4,2 miliardi.

In relazione alla riorganizzazione comunicata di recente e i relativi cambiamenti nel campo del personale Collardi ha affermato di ritenere importante per lo sviluppo della banca una rotazione delle posizioni e delle responsabilità. "Abbiamo riorientato la banca in vista della prossima fase di crescita", ha affermato.

sda-ats

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