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(sda-ats)

La polizia francese ha smantellato due distinte reti di trafficanti di armi da guerra che operavano fra la Svizzera e la Francia, rifornendo la criminalità di Tolosa e di Marsiglia.

Stando agli inquirenti da un Paese all'altro sono passate 300-400 armi sull'arco di due o tre anni. In totale sono finite in carcere nove persone.

Nel corso di perquisizioni effettuate nei due Stati in giugno e in luglio sono state confiscate armi di diverso calibro, fra cui dei fucili d'assalto Kalashnikov e un M16 con cannocchiale, nonché 14 chilogrammi di munizioni, ha indicato ieri in una conferenza stampa il procuratore di Marsiglia Brice Robin. Gli agenti hanno messo le mani anche su esplosivi, un chilo di cocaina, gioielli e 223'000 euro in contanti.

La polizia ha agito su due differenti canali. Il primo dossier concerne forniture di Kalashnikov alla regione di Tolosa, in cui era implicato anche uno svizzero. Cinque persone sono state arrestate.

Altri quattro malviventi sono in finiti in carcere nell'ambito della seconda inchiesta, che riguarda armi destinate al "grande banditismo e al narco-banditismo di Marsiglia", ha spiegato Robin. Alcune di esse sono state usate per regolamenti di conti.

Dall'inizio dell'anno 16 persone sono state uccise a colpi d'arma da fuoco nell'agglomerato della città mediterranea. La gran parte di loro è morta nell'ambito di conflitti per il controllo del traffico di stupefacenti.

sda-ats

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