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La chiesa protestante di Kilchberg, nel canton Zurigo, ha concesso ieri asilo ad una famiglia cecena. "Reagiamo in questo modo alla paura e ai bisogni di queste persone in vista di un'espulsione da parte delle autorità", si legge sul sito Internet.

La famiglia di sei persone abita da quattro anni e mezzo nel comune zurighese. Secondo la chiesa conta su "un ampio sostegno all'interno del paese". Da inizio marzo è però chiaro che dovrà lasciare la Svizzera. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha infatti respinto un ricorso contro l'espulsione.

A sostegno della famiglia si è schierato il comitato "Hier zuhause" ("A casa qui", ndr), composto di 2600 persone da diverse regioni della Svizzera. A detta di questa organizzazione, che si basa su un rapporto di Amnesty International (AI), la sicurezza delle sei persone non è garantita in Cecenia.

A due riprese la polizia avrebbe cercato di espellere la famiglia con la forza, traumatizzando anche i bambini, ha dichiarato alla "Zürichsee Zeitung" Markus Vogel, vicepresidente della chiesa locale. Facendo così le autorità non hanno rispettato il volere del TAF, che aveva chiesto di preparare gli interessati all'espulsione facendo attenzione alla loro salute, sia fisica che psichica.

Inoltre, la decisione di espulsione si basa su una visione "molto positiva della Cecenia", mentre i rapporti di AI giungono a tutt'altre conclusioni. Quel che è certo, è che il padre di famiglia si troverebbe in pericolo nel suo Paese, ha sostenuto ancora Vogel.

Per questo, la chiesa di Kilchberg ha deciso di dare asilo alla famiglia, e si impegnerà a proteggerla da azioni di espulsione forzata ancora più dure.

sda-ats

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