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La Posta chiude il primo semestre con un utile del gruppo di 313 milioni di franchi, in calo rispetto ai 391 milioni di un anno fa.

KEYSTONE/MARCEL BIERI

(sda-ats)

La Posta chiude il primo semestre con un utile del gruppo di 313 milioni di franchi, in calo rispetto ai 391 milioni di un anno fa.

La situazione dei mercati resta tesa: il risultato d'esercizio (EBIT) è sceso a 383 milioni (anno precedente: 504) a causa del minore contributo del mercato dei servizi finanziari, della comunicazione e logistico.

Nei primi sei mesi - fa sapere oggi in un comunicato il "gigante giallo" - l'andamento degli affari è stato caratterizzato dal permanere del calo dei volumi nel settore delle lettere, dall'aumento della pressione sui margini nel settore dei pacchi e dal basso livello dei tassi d'interesse nel mercato dei servizi finanziari. I ricavi d'esercizio hanno evidenziato un lieve aumento dell'1,2%, raggiungendo i 4150 milioni di franchi (anno precedente: 4100 milioni).

Nel settore della comunicazione il risultato d'esercizio è stato di 94 milioni (137 nel primo semestre 2015); in quello logistico di 52 milioni (65) e nel mercato del trasporto di persone il risultato d'esercizio è migliorato di due milioni, a 21, rispetto a un anno fa. Questo sviluppo positivo è da ricondurre principalmente al perdurare del basso costo del carburante.

Per quanto concerne PostFinance, attiva nel mercato dei servizi finanziari, il risultato d'esercizio (EBIT) è stato di di 237 milioni (280). Il calo di 43 milioni è dovuto essenzialmente all'aumento di rettifiche di valore forfettarie del portafoglio su immobilizzazioni finanziarie (-79 milioni), a fronte dei ripristini di valore del portafoglio (+30 milioni) che era stato ancora possibile contabilizzare nell'anno precedente, scrive La Posta nel suo rendiconto.

Il referendum sulla Brexit in Gran Bretagna ha determinato a breve termine un lieve aumento dei volumi delle negoziazioni di valute per i conti dei clienti. Il patrimonio è aumentato sia per i privati, sia per la clientela commerciale, il che implica che gli averi in conti giro di PostFinance presso la Banca nazionale svizzera superino la soglia esonerata dall'interesse negativo.

"Lo svantaggio concorrenziale rappresentato dall'impossibilità per PostFinance di offrire autonomamente crediti e ipoteche si accentuerà ulteriormente". Nell'attuale situazione, caratterizzata dagli interessi negativi, appare evidente come "il divieto di concedere crediti sia economicamente dannoso e metta a rischio la redditività di PostFinance sul lungo periodo", conclude La Posta.

sda-ats

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