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Avviata campagna per il 25 settembre contro lo "Stato ficcanasao"

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

L'Alleanza contro lo stato ficcanaso ha lanciato oggi la campagna in vista della votazione del prossimo 25 settembre: la nuova legge sulle attività informative.

La nuova Legge federale permetterà allo stato di controllare ogni cittadino, anche in assenza di indizi, violando la privacy e i diritti fondamentali.

Questa legge crea solo un'illusione di sicurezza, ha detto il consigliere nazionale Balthasar Glättli (Verdi/ZH) ai media a Berna. Gli autori degli attentati a Parigi e Bruxelles erano noti ai servizi di informazioni, ma questo non ha impedito le tragedie.

Lo Stato ha il dovere di garantire le libertà individuali, questa legge invece le viola, ha detto Tamara Funiciello, nuova presidente della Gioventù socialista. Le nuove disposizioni permetteranno al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) di intercettare le telefonate, controllare le mail, i messaggi whatsapp e gli sms di chiunque: "è un'ingerenza nella vita privata dei cittadini e un passo verso le sorveglianza di massa".

Grazie all'utilizzo di programmi informatici, i cosiddetti cavalli di Troia, i servizi di informazione potranno inserire sistemi di sorveglianza in tutti i computer, servirsi delle telecamere e dei microfoni istallati sugli apparecchi, manipolare a distanza o sabotare i contenuti. Non solo la Legge permetterà ingerenze nella vita privata dei cittadini, ma metterà in pericolo anche la libertà di espressione di stampa. I giornalisti non potranno più garantire la protezione delle persone che forniscono loro informazioni visto che i loro telefoni potranno essere posti sotto ascolto.

La storia recente ha dimostrato che tutti noi possiamo diventare vittime della sorveglianza e che la situazione può facilmente fuggire di mano alle autorità. Lo scandalo delle schedature nel 1989 ha portato alla luce 900'000 schede costituite in maniera del tutto illegale, ha ricordato il consigliere nazionale Carlo Sommaruga (PS/GE). Allora il Consiglio federale aveva promesso che un simile caso non si sarebbe mai riprodotto e invece nel 2010 si è scoperto che i servizi della Confederazione avevano nuovamente schedato 120'000 persone e altre 80'000 che erano semplicemente entrate in contatto con uno di loro, senza che vi sia stata una reale minaccia per lo Stato.

La mentalità non è cambiata, alla base c'è la volontà si controllare e raccogliere informazioni senza preoccuparsi che siano o meno pertinenti. E con le nuove tecnologie le possibilità di intromettersi nella vita dei cittadini violando i loro diritti fondamentali aumentano, ha aggiunto Sommaruga citando Edward Snowden, l'ex tecnico della CIA che nel 2013 ha rivelato dettagli segreti di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico.

Glättli, membro della Commissione della politica di sicurezza, ha insisto sui pericoli delle collaborazioni con servizi di informazione esteri e lo scambio di dati. Queste cooperazioni - ha detto - rischiano di trasformarsi in una manipolazione per interessi propri. Per i servizi stranieri la collaborazione con quelli svizzeri si trasforma in un "lasciapassare" per commettere atti illegali nel nostro Paese. La Confederazione non collabora militarmente con altri Stati, ma lo fa a livello si servizi informativi e questo mette in pericolo la nostra neutralità.

sda-ats

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