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Pierre Contat, segretario del comitato d'iniziativa "Stop agli eccessi di Via sicura"

KEYSTONE/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

Un'associazione romanda ha lanciato oggi una iniziativa popolare contro le sanzioni per i pirati della strada introdotte con il programma Via Sicura. Al momento il testo è sostenuto soprattutto nella Svizzera romanda e italiana ma poco in Svizzera tedesca.

La raccolta delle firme per l'iniziativa contro gli eccessi di Via Sicura sarà avviata domani, giorno in cui verrà pubblicata sul Foglio federale: i promotori, che hanno un anno e mezzo di tempo per riunirne 100'000, denunciano la sproporzione tra il reato commesso da un automobilista e la sanzione applicatagli.

Gravi reati di guida spericolata devono continuare a essere duramente puniti, ha indicato oggi in una conferenza stampa a Savigny (VD) il deputato vallesano UDC Pierre Contat del comitato dell'iniziativa, composto tra gli altri dal consigliere nazionale Jean-Luc Addor (UDC/VS) e dall'imprenditore vodese Charles Friderici.

Ai loro occhi Via Sicura, entrata in vigore nel 2013, ha "quale unica conseguenza di aumentare il numero e l'aggravamento delle sanzioni penali, di ritirare le patenti per periodi più lunghi". I promotori contestano che il dispositivo legislativo aumenti la sicurezza delle strade. Al contrario crea problemi di società supplementari.

"Non si tratta assolutamente di difendere gli automobilisti", ha sottolineato Contat. E neanche di incentivare la velocità sulle strade. I promotori vogliono rimettere la proporzionalità - loro parola chiave - in Via Sicura.

Le conseguenze sociali degli eccessi di Via Sicura sono oggi evidenziati da diverse testimonianze. Perdita di impiego, difficoltà famigliari, persino divorzio e assistenza sociale minacciano l'automobilista che ha commesso un errore, nonostante non abbia causato drammi.

sda-ats

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