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Il consigliere nazionale Bastien Girod (Verdi/ZH) durante la conferenza stampa odierna

Keystone/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

L'iniziativa per un'economia verde, in votazione il prossimo 25 settembre, comporta vantaggi non solo per l'ambiente ma anche per i consumatori e l'economia.

In una conferenza stampa oggi a Berna, il comitato a favore ha presentato gli scopi dell'iniziativa che, stando ad un sondaggio rappresentativo, sono sostenuti dalla maggioranza della popolazione.

Il testo - "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse" - chiede di ridurre l'impronta ecologica globale a un livello sopportabile entro il 2050 e di ancorare nella Costituzione i principi dell'economia circolare, un modello che pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate.

Concretamente significa "privilegiare il riciclaggio e apparecchi efficaci dal punto di vista energetico piuttosto che produrre una montagna di rifiuti". Lo scopo è "garantire a lungo termine la prosperità e la qualità di vita" preservando l'ambiente che è anche la base dell'economia, ha spiegato la consigliera nazionale Adèle Thorens (Verdi/VD), copresidente del comitato promotore. Fra il 70 e il 90% delle persone intervistate nell'ambito di un sondaggio condivide le preoccupazioni e le proposte dell'iniziativa, ha aggiunto l'altro copresidente, il consigliere nazionale Bastien Girod (Verdi/ZH).

Non si tratta di tornare all'età della pietra o produrre meno, "ma di produrre e consumare meglio", ha aggiunto Girod. Per ridurre i consumi di energia, ad esempio, non è necessario farsi una doccia fredda perché i progressi tecnici hanno già permesso di migliorare l'efficienza energetica dei boiler. E grazie a nuove innovazioni sarà possibile migliorare ancora, gli ha fatto eco Franziska Barmettler, codirettrice di Swisscleantech. Gli scopi dell'iniziativa sono condivisi anche dal World business council for sustainable development (consiglio del commercio mondiale per uno sviluppo duraturo) di cui fanno parte anche Novartis, Nestlé, Sika e ABB.

La Svizzera è rimasta indietro in materia di protezione dell'ambiente ed è ormai il secondo produttore di rifiuti in Europa. I principi dell'iniziativa non sono in contrasto con gli interessi dell'economia, anzi: se l'economia svizzera punta in modo coerente su soluzioni Cleantech potrà avere un vantaggio concorrenziale sui mercati internazionali, ha spiegato Damian Oettli, responsabile del dipartimento Consumo e economia del WWF. Senza contare che grazie a un uso più efficiente delle risorse la Svizzera diminuirebbe la sua dipendenza dall'estero, ha puntualizzato Barmettler.

Questa iniziativa rispetta i principi di sussidiarietà, proporzionalità e libertà di commercio e di industria. Saranno il Consiglio federale e il Parlamento a decidere il ritmo della transizione verso un'economia sostenibile, le priorità e le misure concrete da adottare, ha sottolineato la consigliera nazionale Kathrin Bertschy (Verdi liberali/BE) precisando che anche Coop e Migros sostengono il testo.

Per la Fondazione per la protezione dei consumatori (FPC) l'economia verde permetterebbe di avere prodotti sostenibili, di ridurre i costi e di avere una migliore informazione sulla provenienza dei prodotti, ha spiegato Sara Stalder.

L'iniziativa è importate soprattutto per le generazioni future, secondo il consigliere nazionale Beat Jans (PS/BS). Rappresenta un freno all'"indebitamento" della natura ed evita che siano i nostri nipoti a dover pagare caro la nostra irresponsabilità a livello ambientale.

sda-ats

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