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Il consumatore svizzero sarebbe disposto a pagare due franchi per un litro di latte a certe condizioni. È quanto sostiene Hansuli Huber, direttore della Protezione svizzera degli animali (PSA), sulla base di un'indagine commissionata dall'associazione.

Secondo l'inchiesta, l'82% dei consumatori pagherebbe due franchi il litro se fosse garantito che i 50 centesimi supplementari vanno al contadino e che le mucche sono allevate nel rispetto del loro benessere (pascolo all'aria aperta), afferma Huber in una intervista pubblicata oggi dal settimanale agricolo svizzerotedesco "Schweizer Bauer".

Il settore del latte dovrebbe sfruttare questo potenziale, aggiunge il direttore della PSA: invece di litigare e "sviluppare soltanto visioni e parole vuote" farebbe bene a meglio illustrare ai consumatori i vantaggi del latte svizzero e dell'allevamento bovino elvetico, come già si fa da tempo nel settore del pollame. L'uovo svizzero - sostiene - si è fatta una reputazione: il consumatore è disposto a pagare il doppio o anche il triplo rispetto a quello importato.

Huber rileva che 30 anni fa il litro di latte già costava quel che costa oggi nei negozi. Per contro, il contadino riceve solo la metà di quel che riceveva allora, anche se gli vengono chieste maggiori prestazioni. "Qualcosa non quadra", conclude il direttore della PSA.

sda-ats

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