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Nel primo trimestre 2016 il numero di occupati in Svizzera è aumentato dell'1,3% a 5,015 milioni rispetto ai primi tre mesi dell'anno precedente e il tasso di disoccupazione ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) è progredito dal 4,4% al 5,1%.

È quanto risulta dai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Il numero degli uomini occupati è salito dello 0,9% a 2,701 milioni, quello delle donne dell'1,9% a 2,324 milioni, precisa la nota.

La manodopera svizzera è cresciuta meno (+0,9% a 3,491 milioni) rispetto a quella straniera (+2,3% a 1,524 milioni). Tra questi ultimi aumentano i frontalieri (+3,7% a 305'000), i titolari di permessi di domicilio C o di dimora B o L (+2,3% a 1,151 milioni), mentre diminuiscono i titolari di un'autorizzazione di breve durata (-5,0% a 22'000).

Nello spazio di un anno i disoccupati in Svizzera ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO) erano 249'000, ovvero 37'000 in più rispetto all'anno precedente: il tasso è passato al 5,1% (4,4% nel primo trimestre del 2015). Sempre in Svizzera nel periodo in rassegna il tasso di disoccupazione maggiore ai sensi dell'ILO è stato rivelato tra i giovani nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni attestatosi all'8,3% (7,5% nel primo trimestre 2015).

Tra il primo trimestre 2015 e il primo trimestre 2016 il tasso di disoccupazione ai sensi dell'ILO è cresciuto maggiormente nella fascia di età compresa tra i 25 e i 49 anni (dal 4,3% al 5,2%) che in quella tra i 50 e i 64 anni (dal 3,5% al 3,8%), precisa l'UST.

La percentuale è progredita sia tra gli uomini (dal 4,6% al 5,3%) che tra le donne (dal 4,2% al 4,9%). Il tasso di disoccupazione è aumentato più marcatamente fra le persone di nazionalità straniera (+1,5 punti, al 9,9%) che fra gli svizzeri (+0,3 punti, al 3,4%) ed è passato dal 5,8% al 6,9% tra le persone provenienti da Paesi dell'UE28/AELS e dal 14,7% al 17,1% tra quelle provenienti da Stati terzi.

Nel periodo gennaio-marzo del 2016 la percentuale di disoccupazione ha invece subito una contrazione nell'Unione europea, dove nell'arco di un anno è passata dal 10,2% al 9,2%, e nell'Eurozona in cui è scesa dall'11,7% al 10,7%.

sda-ats

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