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Lavoro nero, aumentano i controlli in Svizzera.

KEYSTONE/OLIVIER MAIRE

(sda-ats)

Nel 2015 sono aumentati i controlli di aziende e le sanzioni nell'ambito della lotta al lavoro nero. In Ticino la crescita è stata esponenziale: il numero di aziende controllate è più che raddoppiato.

Esso è passato in un anno da 812 a 1925, quello dei controlli sulle persone addirittura da 877 a 2'471.

Globalmente gli ispettori cantonali hanno controllato 13 137 aziende attive in Svizzera, il 9% in più rispetto all'anno precedente, e 39 777 persone, praticamente come nel 2014.

Il netto aumento dei controlli in Ticino è dovuto a un maggior numero di segnalazioni trasmesse dall'Amministrazione federale della dogane all'ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro, precisa la Segreteria di Stato all'economia nel rapporto pubblicato oggi. Il Ticino si situa quindi in testa alla classifica con 553 controlli ogni 10'000 aziende, mentre in fondo si trova Zugo con 20 controlli ogni 10'000 aziende.

Calano le presunte violazioni dell'obbligo di permesso e di notificazione dei lavoratori stranieri, ma non significa necessariamente che il lavoro nero sia diminuito poiché i cantoni ridefiniscono ogni anno le loro priorità in quest'ambito, mette in guardia la SECO.

Per quanto riguarda le imposte alla fonte, le violazioni e le sanzioni sono aumentate rispettivamente del 10% e del 2%. Anche in questo caso il Ticino, assieme a Vaud, è il cantone che ha registrato il maggior incremento di casi sospetti: + 165.

Nel diritto in materia di assicurazioni sociali si è constatato un lieve incremento dei casi sospetti (+ 1,5%) a livello svizzero, mentre il numero di sanzioni inflitte è nettamente salito rispetto all'anno precedente (+ 36,5%).

sda-ats

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