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Anche il campo elettrico del crocus potrebbe aver ingolosito questa ape.

KEYSTONE/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

Non solo colori e profumi: le api riconoscono i fiori anche dal loro campo elettrico. Quest'ultimo, per quanto debolissimo, è infatti una delle tante strategie escogitate dai fiori nel corso dell'evoluzione per attirare gli insetti impollinatori.

La scoperta, fatta dai ricercatori guidati da Daniel Robert, dell'università di Bristol, è descritta sulla rivista dell'Accademia delle scienze americana (Pnas).

I campi elettrici, che si formano dallo squilibrio di carica tra la terra e l'atmosfera, sono unici per ogni specie, sulla base della distanza del fiore dal terreno e della sua forma. Fino ad ora i ricercatori non avevano idea che le api riuscissero a percepirli.

In questo nuovo studio lo hanno scoperto servendosi di un laser a vibrazioni, con cui hanno misurato la risposta della peluria presente sul corpo dell'ape al campo elettrico dei fiori. Hanno così visto che quando i peli si muovono per il campo elettrico, cambia la frequenza della luce laser che li colpisce, consentendo al vibrometro di tracciare la velocità di movimento dei peli. Quando l'ape ronza nel raggio di dieci centimetri dal fiore, il campo elettrico, simile all'elettricità statica di un palloncino, fa piegare i peli dell'ape, attivando i neuroni alla loro base, e consentendo così all'insetto di 'sentire' il campo.

I campi elettrici possono essere sentiti solo ad una distanza di circa dieci centimetri, insignificante per gli animali di taglia grande come l'uomo, ma pari a varie volte la lunghezza del corpo dell'ape. E poiché sentire questi campi è utile agli animali di taglia piccola, i ricercatori hanno ipotizzato che questa capacità sia importante anche per altre specie di insetti.

sda-ats

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