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Un negozio Lidl a Frauenfeld (TG)

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Lidl Svizzera esporta in grande stile prodotti alimentari elvetici: l'anno scorso il volume dell'export - poi smerciato nelle filiali del grande distributore, che ha 10'000 punti vendita in Europa - ha raggiunto 2950 tonnellate.

Nonostante il valore del franco svizzero rimanga alto è stata registrata una progressione del 9% rispetto all'anno precedente, ha indicato oggi la società con sede a Weinfelden (TG). Con 1576 tonnellate, il formaggio ha costituito la parte del leone, ma sono stati esportati anche rösti, sughi pronti, carne essiccata e dolciumi.

I prodotti "made in Switzerland" hanno raggiunto 21 paesi europei. La Germania ha rappresentato ancora una volta il maggiore acquirente: 2148 tonnellate hanno oltrepassato il Reno. "I prodotti alimentari svizzeri di prima scelta sono molto apprezzati nelle filiali Lidl europee", afferma Reto Ruch, direttore Acquisti di Lidl Svizzera, citato in un comunicato. Da queste attività di esportazione hanno tratto vantaggio 14 produttori della Confederazione.

In generale pur non fornendo cifre riguardo alle vendite, Lidl parla di un 2016 positivo. Durante l'esercizio sono stati creati 290 nuovi posti di lavoro, per arrivare a 3120. I giovani che hanno svolto un tirocinio sono 25.

Lidl punta anche a diventare il discount più sostenibile della Svizzera. In maggio è stata inaugurata a Winterthur (ZH) la prima filiale "Future Store", che risparmia il 50% di corrente elettrica rispetto ai negozi normali, con impianto fotovoltaico sul tetto. Il suo progetto varrà in futuro per tutte le filiali nuove.

Da tre anni Lidl Svizzera riesce a ridurre costantemente le proprie emissioni di CO2, nonostante l'aumento dell'attività commerciale, sottolinea l'azienda.

SDA-ATS