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In Macedonia migliaia di persone per il settimo giorno consecutivo hanno manifestato ieri contro la decisione del presidente Gjorgje Ivanov di graziare una cinquantina di politici responsabili di reati legati allo scandalo delle intercettazioni dello scorso anno.

Nella capitale Skopje momenti di tensione si sono avuti quando la polizia ha impedito ai dimostranti di avvicinarsi alla rappresentanza dell'Ue, che ha invitato i principali leader politici macedoni a un incontro venerdì a Vienna, nel tentativo di evitare un ulteriore inasprirsi della nuova crisi politica nel Paese balcanico.

I manifestanti hanno scandito slogan antigovernativi chiedendo le dimissioni del presidente Ivanov. Non si sono registrati incidenti, con la polizia che ha presidiato in forze le sedi di governo e parlamento.

Manifestazioni contro la decisione di Ivanov si sono tenute anche in altre città macedoni, come Bitola, Kumanovo, Veles, Kocani e Prilep. In serata il presidente Ivanov ha incontrato gli ambasciatori dei Paesi Ue ai quali ha illustrato i motivi della sua decisione di graziare i politici. Nei giorni scorsi aveva detto che lo aveva fatto per favorire un allentamento delle tensioni e porre fine alla lunga crisi politica che paralizza la Macedonia.

sda-ats

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