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Non solo in Ticino molti uffici postali a rischio chiusura. Nel Vallese sono circa 60.

Keystone/KEYSTONE/TI-PRESS/SAMUEL GOLAY

(sda-ats)

Il Vallese si dimostra solidale con il Ticino: la maggioranza del Gran Consiglio ha appoggiato oggi l'iniziativa cantonale ticinese reagendo alla soppressione degli uffici postali. Solo il PLR si è opposto.

Il sostegno del Vallese si presenta sotto forma di una risoluzione: accettata dal Gran Consiglio, con 90 voti contro 26 e un'astensione, verrà inviata all'Assemblea federale.

"È importante che il mondo politico metta un freno allo smantellamento di massa degli uffici postali", ha affermato Elisabeth Di Blasi-Coucet dell'Alleanza di sinistra (AdG). "È in gioco il rispetto intergenerazionale", ha aggiunto David Théoduloz (PPD), sottolineando che molte persone anziane non hanno altra soluzione che recarsi in posta per effettuare i pagamenti.

In Vallese sono circa 60 gli uffici postali a rischio. "I risparmi previsti non sono possibili senza una riduzione della qualità", ha messo in guardia Pascal Dubosson (PPD). "Avere un solo ufficio in una valle laterale o un distretto intero non è sufficiente per coprire il mandato di servizio universale. Le distanze da percorrere per, ad esempio, inviare una lettera raccomandata non sono tollerabili".

Secondo Christophe Claivaz (PLR), la chiusura di uffici postali "è inevitabile" e le richieste dell'iniziativa ticinese sono "irrealistiche". Piuttosto che il mantenimento di tutti gli uffici postali "preferiamo un raggruppamento che offra un servizio completo e maggiore qualità".

Il Gran Consiglio ticinese ha adottato l'iniziativa cantonale il 12 dicembre scorso con 77 voti e due astensioni. Il testo, lanciato dal PS, intende rinforzare la posizione dei comuni nelle negoziazioni. Chiede in particolare che questi possano ricorrere fino al Tribunale amministrativo federale.

SDA-ATS