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KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Basta con il marketing telefonico aggressivo e sleale: le autorità e le casse malattia devono fare di più per combattere una piaga ormai dilagante.

Lo sostiene Bonus.ch, il servizio di confronti su internet che afferma di essere direttamente vittima delle pratiche scorrette.

Dall'inizio dell'anno - afferma la società in un comunicato odierno - gli operatori di uno o più imprese di call-center si sono regolarmente fatti passare per dipendenti di Bonus.ch, cercando in tal modo di utilizzare la sua notorietà a fini commerciali.

Bonus.ch deplora il fatto che attualmente i consumatori o le aziende vittime di tali azioni non abbiano gli strumenti per far valere i loro diritti. Secondo l'impresa le statistiche pubblicate sul sito della Segreteria di stato dell'economia (SECO) parlano da sole: dei 27'908 reclami ricevuti a causa di chiamate pubblicitarie nonostante l'asterisco nell'elenco telefonico solo 17 sono sfociati in decisioni concrete o sentenze, una percentuale dello 0,06%.

Vista la situazione Bonus.ch rinuncia ad adire le vie legali per ottenere una condanna penale ai sensi della legge sulla concorrenza sleale. Auspica invece che il problema sia finalmente affrontato dal mondo politico, dalla SECO, dall'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) e dagli operatori telefonici. Considerato che la maggior parte degli abusi concerne il settore dell'assicurazione malattia vanno inoltre coinvolte le associazioni Santésuisse e Curafutura.

Bonus.ch ricorda che i suoi servizi sono disponibili solo su internet.

sda-ats

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