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È stato accusato di aver islamizzato il paese, di avere una visione ristretta del mondo, e in particolare dell'universo femminile. Abdellilah Benkirane ha traghettato per la seconda volta il suo Pjd, partito della giustizia e dello sviluppo, in Parlamento.

Dopo cinque anni di governo esce riconfermato dal voto del 7 ottobre.

I 6 milioni di elettori, sui 15 di aventi diritto, che si sono recati alle urne gli hanno attribuito 125 seggi sui 305 dell'emiciclo, contro i 102 del Pam, liberale e di centro, suo principale avversario. Mancano ancora i 90 deputati ripartiti tra quote rosa e quote giovani. Per cui, alla fine, il Pjd potrà contare su 130 seggi.

Il Pam, sospettato di essere troppo vicino al re, paga anche lo scotto di una campagna forse aggressiva, non priva di colpi bassi, però raddoppia i deputati rispetto alle scorse elezioni (47 seggi). Terzo in lizza l'Istiqlal, partito storico della lotta per l'indipendenza ha ottenuto solo 46 deputati.

Benkirane che già da venerdì sera era sicuro della vittoria ha esultato per il risultato definitivo dal quartiere generale di Rabat: "Questo è un giorno fortunato per i marocchini, è il giorno in cui vince la democrazia". Di sicuro, è l'osservazione di molti, il Marocco ne guadagna in tranquillità: la riconferma del partito filo islamico radicale tiene il paese al riparo da possibili attacchi, perché gli islamici conservatori si sentono pienamente rappresentati anche se, come è dimostrato dalla scorsa legislatura, non hanno comunque margine in un regime strettamente sotto il controllo del monarca.

Il partito della Lampada, emblema ufficiale del Pjd, si appresta a governare il paese per il secondo mandato dall'entrata in vigore della nuova Costituzione, nel 2011. Il duello annunciato tra Pjd e Pam, formazione che risale al 2008 de è stata creata da uno dei fedeli consiglieri del re Mohamed VI, si è giocato eccome, tenendo ben lontano dal terreno politico tutti gli altri attori. Di fatto i due partiti occupano insieme 240 seggi su 395 della camera dei rappresentanti. Il bipartitismo che si profila smorza sul nascere ogni possibile pretesa degli altri partiti, primo tra tutti l'Istiqlal.

Delude infine l'unica candidata donna, Nabila Mounib che rappresenta la federazione della sinistra. Si era presentata con il sostegno di molti degli intellettuali marocchini, come la terza via, ha guadagnato due seggi.

Ora toccherà al re, come previsto nella Costituzione, nominare nei prossimi giorni il capo del governo, scegliendolo tra i partiti che hanno ottenuto maggiori consensi.

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SDA-ATS